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Una delle rotte chiave per il commercio via mare, già scossa dalla violenza degli Houthi, registra un ulteriore incidente che minaccia la sicurezza della navigazione e alimenta le tensioni tra agli alleati ed i nemici di Israele, sullo sfondo della guerra a Gaza. Una nave, due nomi L'Iran ha sequestrato una petroliera nel Golfo di Oman come un atto di rappresaglia contro gli Stati Uniti, che l'anno scorso avevano confiscato lo stesso cargo, carico di greggio di Teheran. La reazione di Washington è stata netta, con la richiesta del rilascio «immediato» dell'imbarcazione e del suo equipaggio. La zona del blitz iraniano è contigua al Mar Rosso, dove i ribelli yemeniti hanno avvertito che continueranno ad attaccare i mercantili occidentali per marcare il sostegno alla causa palestinese. La St Nikolas, battente bandiera delle Isole Marshall e gestita da una società con sede in Grecia, è stata abbordata nelle acque tra l'Iran e l'Oman da almeno quattro persone armate in uniformi militari nere, che hanno deviato la rotta verso le acque territoriali iraniane, ha reso noto l'agenzia per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito (Ukmto), che fornisce avvisi e riceve segnalazioni di allarmi nell'area. La marina di Teheran ha poi confermato di aver sequestrato la nave e di averla condotta in un porto del Paese, incluso l'equipaggio (17 filippini e un greco), «in conformità con un ordine del tribunale», come risposta «al furto di petrolio iraniano da parte degli Stati Uniti» nella stessa imbarcazione. Il precedente risale allo scorso maggio, quando gli Usa avevano sequestrato il cargo, che allora si chiamava Suez Rajan (insieme al carico, quasi un milione di barili), perché accusato di trasportare petrolio iraniano in violazione delle sanzioni: una guerra economica scoppiata dopo l'uscita di Donald Trump dall'accordo internazionale sul nucleare, a cui Teheran ha risposto negli anni successivi con misure definite «occhio per occhio», confiscando a sua volta altre imbarcazioni civili. Nel caso della St Nikolas, gli americani hanno condannato l'azione iraniana: un «sequestro illegale che interrompe il commercio internazionale», ha denunciato il portavoce del Dipartimento di Stato Vedant Patel. Tensione regionale L'incidente nel Golfo di Oman è arrivato dopo settimane di altissima tensione nel Mar Rosso, dove gli Houthi filo-iraniani prendono di mira i mercantili dei Paesi alleati dello Stato ebraico. Un'offensiva rilanciata dal leader del movimento che da anni governa de facto partedel territorio dello Yemen, inclusa la capitale Sanaa. «Siamo pronti a fare tutto il necessario e combatteremo con tutto il nostro coraggio per sostenere il popolo palestinese», ha assicurato Abdelmalek Badr ad Din al Huthi. --