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paviaVivere e gestire le proprie emozioni, non arrendersi mai, rispettare gli altri. Concetti tutt'altro che scontati, soprattutto al giorno d'oggi. Sono proprio questi i principi su cui poggia il progetto dell'intelligenza emotiva che vedrà coinvolte 13 classi terze, vale a dire circa 200 studenti alla scuola secondaria di primo grado Leonardo Da Vinci. Un progetto pilota ideato da Riccardo Codevilla, trentenne sociologo di Voghera e formatore di intelligenza emotiva che da febbraio darà il via al primo incontro con i ragazzi. «L'iniziativa è nata da una reciproca volontà, mia e dell'istituto, con cui ho un rapporto di fiducia consolidato da anni dopo diversi corsi di formazione per i docenti, di estendere queste esperienze anche ai ragazzi». Così è nata l'idea. «Dopo il periodo pandemico, si sono riscontrate diverse problematiche, come tutti sanno _ ricorda Codevilla _ . Da qui l'idea di aiutarli a valorizzare il loro potenziale tramite un corso di intelligenza motiva». L'intelligenza emotiva è una componente dell'intelligenza, che consiste nella capacità di percepire, valutare, comprendere, utilizzare e gestire le emozioni. Le persone con un'elevata intelligenza emotiva sanno riconoscere le proprie emozioni e quelle degli altri, distinguerle e utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni. «Si tratta di un progetto importante _ precisa ancora Codevilla _ perchè notevole è il numero dei partecipanti, così come la partecipazione di enti prestigiosi come SixSeconds, il più grande network Internazionale di intelligenza emotiva al mondo (partner ufficiale di Unicef, Nazioni Unite e molti altri), del laboratorio di Educazione al Dialogo, ente di eccellenza, trentino, da 40 anni nel mondo della formazione; e, infine di una giovane famosa illustratrice e creator digitale italiana, seguita sui social da quasi 2 milioni di persone. Il percorso raccoglie l'appello degli ultimi tempi in cui viviamo, affrontando i temi dell'intelligenza emotiva, del "non arrendersi mai" (in gergo, ottimismo flessibile) e del rispetto. È un insieme di sinergie, nate attraverso questo mio lavoro, grazie alla comune conoscenza di ComPVter. In un momento di difficoltà generali, è un messaggio veramente importante per gli studenti, vedersi riconosciuti dalla comunità come protagonisti di così ampie sinergie, nonchè per gli istituti scolastici, per dimostrare che, assieme, ce la possiamo fare». E proprio i concetti alla base dell'intelligenza emotiva sono piaciuti e piacciono alla dirigente dell'Istituto comprensivo, Livianna Speciale. «La pandemia ha lasciato segni indelebili soprattutto nei nostri adolescenti _ dice _. In particolare hanno bisogno di riacquistare le loro abilità socio-relazionali perchè le fragilità emotive sono ancora presenti. Offrire l'opportunità di restituire e creare quella capacità di resilienza fra gli adolescenti è essenziale. E' un progetto pilota che servirà a fornire quelle competenze sociali di relazione fra ragazzi per aiutarli a comprendere che bisogna superare le difficoltà e non arrendersi mai». --g.s.