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Silvio Puccio / paviaRegione vuole cambiare sistema: stop alle cooperative private di medici, via a un elenco unico da cui pescare specialisti per colmare le carenze in pronto soccorso, negli ambulatori dei codici minori e in anestesia. La paga: 80 euro lordi all'ora. «Sono comunque pochi per professionisti che hanno in mano la vita delle persone, sottoposti a un lavoro massacrante com'è quello in pronto soccorso» dice Claudio Lisi, presidente dell'ordine dei medici provinciale commentando la ricetta Bertolaso per superare i "gettonisti" in pronto soccorso, cioè medici assoldati tramite cooperativa con costi che hanno destato scandalo e paghe che toccano anche i 150 euro/ora. Il bandoBasta cooperative: i contratti in essere andranno in scadenza e non verranno più rinnovati. Questa la decisione dell'assessore al Welfare Guido Bertolaso, arrivata sotto Natale. Nel frattempo, Regione ha pubblicato un bando centralizzato che apre le porte ai medici per lavorare in libera professione per rimpiazzare i gettonisti: se ne occupa Areu (l'ex 118) e c'è tempo fino al 20 gennaio per inoltrare la candidatura. Possono partecipare gli anestesisti, i medici d'emergenza-urgenza, gli specializzandi in tutte le discipline e non specialisti. Verranno poi stilati tre elenchi dai quali gli ospedali attingeranno: uno per il pronto soccorso, uno per i servizi di anestesia e uno per l'ambulatorio dei codici minori. La paga (oraria e lorda) varia dagli 80 euro per gli specialisti dell'emergenza-urgenza o per i medici con 3 anni di esperienza specifica, scende a 60 euro per gli specializzandi e a 40 euro per i medici degli ambulatori per codici minori. Questa la retribuzione prevista da Regione per i camici bianchi da assumere in libera professione per superare il sistema-cooperative. «I gettonisti - prosegue Lisi - creavano una sperequazione di trattamento economico e di responsabilità tra i colleghi assunti e quelli impiegati con le cooperative. Bene che la Lombardia abbia deciso di prendere in mano la situazione, ma è necessario che anche altre Regioni mettano un freno ai gettonisti se l'intenzione è far rientrare i medici nel servizio sanitario lombardo. Altrimenti, si rischia di lasciar scoperti i pronto soccorso che, come sappiamo, sono già in sofferenza». Quello voluto da Regione è un inizio che serba però alcune incognite: «Superare il Far West delle cooperative è una buona cosa, ma se l'intenzione è trattenere i medici nel servizio pubblico l'iniziativa può rivelarsi un boomerang - aggiunge Lisi - senza provvedimenti analoghi varati dalle Regioni vicine, poiché nulla vieta ai medici di andare a lavorare per cooperative fuori dalla Lombardia». Resta da capire se 80 euro lordi basteranno per allettare i medici. L'anno scorso, per esempio, Regione aveva deciso di incentivare il lavoro in pronto soccorso pagando i turni aggiuntivi per 100 euro all'ora (rispetto ai consueti 60) per «affrontare la carenza di personale medico», imponendo però il limite di tre turni da 12 ore al mese. Il provvedimento è rimasto in vigore per tutto il 2023, e adesso Bertolaso ha bandito i nuovi contratti con le cooperative (annullandone la concorrenza) ha previsto una paga oraria da 80 euro per gli specialisti dell'urgenza. Punto toccato anche da Lisi: «Sarebbe meritevole incentivare economicamente il lavoro di chi, ogni giorno, fa i conti con la trincea del pronto soccorso, che non è un reparto come gli altri». La situazione in provincia Nonostante le carenze di personale più volte documentate, la politica aziendale del San Matteo è stata quella di non ricorrere alle cooperative, preferendo aprire bandi di libera professione per i medici e gli specializzandi. Asst ha all'attivo due contratti per servizi di anestesia: uno in scadenza a fine aprile e l'altro a fine agosto. Per i pagare i gettonisti, Asst ha speso finora 1.2 milioni di euro. --