Anffas, calano volontari e soci «Aiutateci, il futuro è a rischio»
Giovanni Scarpa / paviaIl motto è "una famiglia non basta". Ma ora il rischio è che a non bastare più siano volontari e soci che tutti i giorni portano avanti l'attività di Anffas. L'appello a rinfoltire le fila arriva dalla stessa presidente dell'associazione Mauretta Cattanei, preoccupata per la lenta ma inesorabile diminuzione del numero di chi dà sostegno e assistenza alle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale.soci e volontari in diminuzione«Ad oggi abbiamo 124 soci, ma la situazione è piuttosto "fluida", come si dice, con persone che magari vengono un paio di volte e poi tornano dopo qualche mese _ spiega Cattanei, che a dicembre è stata insignita del San Siro proprio per il suo impegno sociale _. Soprattutto manca un ricambio generazionale. La fluidità riguarda i volontari. Mentre qualche anno fa esisteva un gruppo strutturato, che garantiva uscite sul territorio per i nostri figli quasi tutte le settimane e erano persone giovani - prevalentemente universitari-, ora i volontari soci sono più anziani e i non soci si concentrano su alcuni servizi e su determinate occasioni. La nostra missione primaria è la difesa e la promozione dei diritti delle persone con disabilità intellettiva e del neurosviluppo. I servizi per queste persone sono nati da iniziative dei genitori perchè non esisteva niente e ancora oggi suppliamo con servizi nostri alle carenze del pubblico. Anffas ha da sempre due anime: l'advocacy e la creazione di servizi ad hoc per le persone con disabilità intellettiva e del neurosviluppo». Oggi gli "operativi" sono una quarantina in tutto. Molti anche volontari non solo soci. Fra questi professionisti e consulenti. Anffas, ricorda la presidente, «non è solo un supporto, ma anche un momento di scambio e di confronto con altre persone che hanno già superato la fase più di difficile e delicata. E', alla fine, un aiutarsi a vicenda». Il rischio è, anche, che si perdano dei servizi utili. «Anffas esiste, principalmente, per fornire dei servizi _ dice Cattanei _. Ma senza soci e volontari tutto questo può, negli anni, essere a rischio». Come il Sai, il servizio accoglienza e informazione. O il Css e il Cse gestiti dalla cooperativa sociale Sant'Agostino costituita da genitori Anffas nel 1981 e ancora gestiti da loro. Servizi indispensabili che rischiano di perdersi se non arrivano nuovi soci e volontari. Un problema anche generazionale, accennava la presidente: «Il socio più anziano ha 98 anni _ conclude _. E' chiaro che senza un ricambio la situazione si farà di anno in anno più complicata». --