Bilancio, tagli alle spese e nessuna riduzione Imu

VIGEVANO Sarà un bilancio di previsione 2024 prevalentemente di tagli quello che il Comune di Vigevano si appresta ad approvare. E, per il momento, sono impossibili riduzioni dell'Imu. Per un eventuale ritocco delle aliquote bisognerà attendere forse la primavera. La novità dell'approvazione del bilancio sta nei tempi (dalla primavera si passa a una data attorno al 31 dicembre) e soprattutto nella forma: il documento contabile viene redatto dagli uffici e porta la firma della dirigente (per questo motivo viene chiamato "tecnico") e per il consiglio comunale non resta altro che un'approvazione, che per altro costringe a una seduta attorno a Capodanno. «Non sappiamo ancora - dice il sindaco Andrea Ceffa - se il bilancio tecnico arriverà in aula entro fine anno o nei primi giorni del 2024; in ogni caso fa fede la convocazione della seduta che deve avvenire nel 2023».TAGLINon essendoci possibilità alcuna di prevedere i trasferimenti dallo Stato e, per esempio, le spese per le forniture energetiche, il bilancio tecnico assume l'aspetto di una serie di tagli più o meno indiscriminati. «Ho chiesto a tutti gli assessori di ridurre tutto ciò che non è incomprimibile o differibile». Si salvano, insomma, gli stipendi e la spesa sociale: tutto il resto può essere in qualche modo messo in discussione. In ogni caso, con la novità del bilancio tecnico (arrivata a fine estate) sfuma ogni possibilità immediata di riduzione dell'Imu: la legge impedisce di variare due volte le aliquote e nel 2023 è già stato deciso di aumentare quella sulle seconde case al massimo, ovvero il 10,6 per mille. Una stangata che, unita a una parziale modifica delle rendite catastali, ha portato per i vigevanesi una spesa maggiore di oltre il 20%. «Approveremo entro fine anno il bilancio tecnico - conferma il sindaco - Ma non è possibile per legge modificare due volte le aliquote nello stesso anno. Dovremo farlo nel 2024, per mezzo di variazioni di bilancio: è in queste che verranno inserite le scelte politiche. La nostra intenzione è quella di ridurre l'aliquota, magari in modo graduale». Ovvero si tornerà al 9,60 per mille ma non in un solo anno, per dare modo alle casse comunali di attutire il colpo. Nel 2023 l'Imu (ma anche i costi dei servizi a domanda individuale) è aumentata per permettere di chiudere il bilancio in pareggio. Un compromesso che a molti non è piaciuto, neanche all'interno della maggioranza. Il consigliere di Fratelli d'Italia Paolo Iozzi in primavera aveva presentato una mozione, "costringendo" gli altri partiti della coalizione a sposare la sua idea: appena possibile ridurre l'Imu. VARIAZIONISaranno le variazioni di bilancio (che spettano alla giunta e devono essere ratificate dal Consiglio) a contenere questi ribassi. «Confermo che nelle variazioni ci saranno scelte politiche che adesso non possiamo ancora effettuare». Tra gli effetti positivi del bilancio tecnico c'è quello di non costringere alla compressione delle spese gli uffici nei primi mesi dell'anno, abbandonando la logica dei costi in dodicesimi rispetto al bilancio precedente. --oliviero dellerba