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«La "guerra mondiale a pezzi" porta a un mondo in pezzi». L'allarme di Sergio Mattarella riecheggia cupo e forte nei saloni del Quirinale dove sono riuniti gli ambasciatori accreditati in Italia. Nel tradizionale saluto di fine anno hanno ascoltato la lettura del presidente della Repubblica sullo stato di salute del pianeta. Non è stata un'analisi rassicurante, tanto che il capo dello Stato ha paragonato la situazione a quella di 80 anni fa, quando nel mondo infuriava la seconda guerra mondiale. Questa volta è diverso, ma non troppo, tanto che il presidente cita la visione «chiaroveggente» di papa Francesco - la famosa frase della «guerra mondiale a pezzi» - riempendola di contenuti e di dati. «Quel monito, oggi più che mai attuale, non deve essere ignorato e richiede una più consapevole lettura della realtà. Questi frammenti di guerra, infatti, rischiano di creare false prospettive, ingannando la nostra capacità di analisi e di comprensione», spiega ai diplomatici. Parla di una comunità internazionale «inumana» spiegando che ovunque nel mondo «si innalzano muri, si attenta alla libertà di navigazione e di approdo» e non si riesce neanche più a difendere i propri figli o «a portare assistenza umanitaria ai fanciulli».Che fare quindi peraffrontare uno scenario tanto compromesso? C'è bisogno di rivitalizzare il concetto di «multilateralismo». Parolache Mattarella spiega con attenzione: «Per evitare di trasformarsi in conflitti di più ampie proporzioni, bisogna ricercare un fattore comune da cui riprendere le fila di un confronto che consenta una proficua riforma strutturale del multilateralismo». --