Sei morti ammazzati in un anno una scia di sangue in Lomellina
medeUna scia di sangue, sei morti violente che hanno sconvolto la Lomellina dal 22 novembre dello scorso anno fino alla violenta uccisione della scorsa notte vicino alla stazione di Mede. Vicende non collegate l'una con l'altra, ma pur sempre una scia di sangue e violenza che preoccupa tante persone.l'omicidio di mortara Il primo episodio è quello del 22 novembre scorso a Mortara. All'alba viene trovato un uomo, moribondo, nudo per strada. In via Beldiporto. Si tratta di Anis Asnawi, 31 anni, originario della Tunisia: morirà dopo due giorni d'agonia al San Matteo di Pavia. Dopo alcuni giorni vengono posti in stato di fermo Azzedine Ben Touda, Ayoub Guazzari e Mohcine Hadi, tutti nordafricani senza fissa dimora. I delitto sarebbe avvenuto per un debito di droga, anche con torture. l'esecuzione a cassolnovoIbrahim Mohamed, un egiziano di 44 anni residente a Cilavegna, viene trovato morto il 14 gennaio nella sua auto data alle fiamme nella campagna della frazione Morsella di Vigevano. Si sospetta subito che sia un omicidio. Le indagini durano diversi giorni e fanno emergere che il delitto è stato compiuto a colpi di fucile in un capannone a Cassolnovo. Il 44enne aveva avuto una relazione con una giovane donna di Vigevano, da cui aveva avuto una figlia, e c'erano state tensioni tra Mohamed e la famiglia di lei. Secondo gli inquirenti, la famiglia di lei avrebbe deciso di ucciderlo: vengono arrestati. ancora sangue a mortaraAd inizio marzo, il 3, c'è stato un altro omicidio a Mortara in un cascinale sulla strada per Olevano. Una lite di vicinato finita nel sangue e con la morte del 25enne nigeriano Christian Ikogwe: insieme ad un connazionale aveva reclamato con la padrona della casa dove vivevano in affitto perché l'appartamento era senza luce né gas. Il figlio della padrona, Antonio Canale 46enne, avrebbe affrontato i due nigeriani colpendo con alcune coltellate all'addome Ikogwe. La scia di sangue prosegue ad aprile e scuote la Lomellina, dove tra il 19 e il 21 avvengono due delitti. due delitti ad aprileA Scaldasole Anila Ruci, una 38enne albanese che viveva da un anno in via Piave, viene trovata sgozzata al piano terra della sua abitazione. Il principale sospettato per il delitto è il suo convivente (anche se i due dicevano in paese di essere fratello e sorella), Osman Bilyhu, un 30enne anche lui albanese: è stato poi arrestato. Sempre ad aprile, a Vigevano due giorni dopo il delitto di Scaldasole si è verificato il quinto omicidio in cinque mesi in Lomellina, avvenuto in via Piave. È stato ucciso, a pugni dal cognato, il 28enne peruviano Angel Mejla Albaredo. Il cognato, Pier Rodriguez Artega, 35enne peruviano, è stato arrestato. Secondo la polizia, il delitto sarebbe scaturito per un dissidio famigliare. Sembra che il 35enne sia intervenuto per difendere la sorella dal compagno 28enne che la stava insultando e schiaffeggiando. Anche in questo caso il presunto omicida era stato arrestato poco dopo dalla polizia, è ancora in carcere in attesa dell'udienza preliminare che dovrebbe essere fissata nelle prossime settimane. Ieri l'ultimo episodio con la morte a coltellate per strada a Mede, del 33enne rumeno Claudio Doha. Una scia di sangue in Lomellina che non accenna a fermarsi. --S.bar.