«Ho sentito il colpo e sono corsa da lei Le auto sfrecciavano senza fermarsi»

la testimonianzaPAVIA«Quando ho sentito il colpo sono subito uscita dal bar. Ho visto una signora per terra, perdeva molto sangue. Ho chiamato il 118 ma quello che mi ha lasciata davvero perplessa è che le macchine continuavano a transitare e nessuno si fermava per aiutarmi». Viviana Nagy, barista del locale Shisha, in via San Pietro, ha la voce rotta dall'emozione. Ieri mattina era al lavoro nel suo bar ed è stata la prima a soccorrere la donna. «Ho fatto il possibile per aiutarla, ma ho visto subito che era molto grave - racconta -. Quando sono uscita dal locale aveva il volto sull'asfalto, vista la situazione non sapevo nemmeno se toccarla. Non era cosciente e non aveva il polso. Poi si è fermata un'altra donna, mi ha detto che era una operatrice sanitaria o comunque del mestiere. Nel frattempo sono rimasta al telefono con il 118: quando gli operatori sono arrivati sono rimasti quasi un'ora a cercare di rianimarla. Mi dispiace moltissimo». L'incidente è avvenuto in un orario di punta, con tante macchine che transitavano lungo la strada. «Al mattino è sempre così, la zona è molto trafficata e le macchine spesso vanno a una velocità assurda e non c'è un autovelox nel quartiere - spiega la barista -. Dopo l'incidente si è formata una colonna di veicoli, ma tutti cercavano di passare lo stesso, nonostante la situazione, aggirando il corpo della signora e noi che eravamo con lei per provare ad aiutarla». Un'esperienza drammatica, in cui la barista era già passata: «In tre anni è la seconda volta che soccorro una donna in un incidente grave, l'altra volta era stato in viale Cremona, vicino all'Harry's bar. La stessa zona, insomma. Anche stavolta ho fatto quello che ho potuto, ma non c'è stato nulla da fare. Se ho visto il furgone? No, quando sono uscita non c'era più, si era già allontanato. In ogni caso la mia attenzione era tutta per la signora». --m. fio.