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Da gennaio pensioni un po' più pesanti, anche se non allo stesso modo per tutti. Il governo ha fissato per l'anno prossimo l'adeguamento all'inflazione al 5,4%. Ma in forza del meccanismo a fasce che garantisce la perequazione piena solo agli assegni fino a circa 2.200 euro, gli aumenti saranno diversificati, fino a un massimo di 130 euro nelle fasce in cui si concentra la maggior parte dei pensionati. Un decreto firmato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, di concerto con la ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, fissa la percentuale con cui verranno rivalutate le pensioni nel 2024. Il nuovo schema introdotto l'anno scorso per indicizzare le pensioni garantisce l'adeguamento al 100% solo per quelle fino a 4 volte il minimo: per le altre l'adeguamento sarà solo parziale. La percentuale si riduce così al 4,59% per le pensioni tra 4 e 5 volte il minimo (2.200-2.800 euro), per incrementi fino a 130 euro, fino a ridursi all'1,18% per gli assegni più ricchi, quelli sopra i 5.600 euro, con aumenti a partire da 67 euro.L'aiuto però non placa le critiche sulle pensioni, oggi in cima alle priorità del confronto a Palazzo Chigi tra governo e sindacati sulla manovra. La Cisl torna a chiedere di ritirare l'articolo 33 che taglia i rendimenti delle pensioni di statali e medici. La manovra «è sbagliata» e da cambiare, ribadisce il segretario della Cgil Maurizio Landini. Che dalla tappa a Cagliari della mobilitazione indetta in tutta Italia insieme alla Uil, insiste nel difendere il diritto di sciopero: «Attaccarlo vuol dire limitare la libertà delle persone», dice spiegando la scelta di impugnare insieme alla Uil il provvedimento di precettazione. Lo scontro tra sindacati e governo resta infuocato. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini si scaglia contro lo sciopero dei mezzi pubblici rinviato al 15 dicembre: «Farò tutto quello che la legge mi permette per ridurre al minimo i disagi», assicur a. --