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MORTARaRisaia sinonimo di sostenibilità ambientale. È il messaggio lanciato dall'Ente nazionale risi a Lisbona, dove si è tenuto il terzo Congresso europeo del riso. Nel corso dell'iniziativa, che s'inseriva nel progetto di promozione della tipologia Japonica coltivata in Europa, si sono affrontati i temi della sostenibilità agronomica e ambientale della risicoltura e, in particolare, della gestione efficiente della risorsa idrica . La relazioneMarco Romani, dirigente del dipartimento di Agronomia e protezione delle colture al Centro ricerche sul riso di Castello d'Agogna, ha dato il via agli interventi illustrando le pratiche agronomiche e le tecniche di coltivazione privilegiate per un uso sostenibile della risorsa idrica e per la mitigazione delle emissioni di gas serra. Pratiche utilizzate in queste settimane da alcune aziende agricole virtuose come Cascina Alberona di Mortara. «Siamo convinti sostenitori della sommersione invernale - dice il titolare Luigi Ferraris - Io stesso vado a controllare il livello dell'acqua nei campi all'interno della tecnica che prevede la sommersione delle future risaie: alcuni la definiscono innovativa, ma ricordo che un secolo fa veniva già utilizzata e le campagne, quando le temperature scendevano sotto lo zero, venivano ricoperte da uno strato di ghiaccio». A differenza di quanto crede la maggioranza dell'opinione pubblica, la risicoltura non spreca acqua perché il sistema delle risaie permette di trattenere provvisoriamente l'acqua proveniente dalle Alpi e restituirla successivamente ai fiumi completando il suo ciclo naturale. Una delle tecniche di coltivazione descritte da Romani, che permette una gestione efficiente dell'acqua, è la sommersione invernale.«Consiste nella sommersione degli appezzamenti alla fine della stagione colturale dall'autunno-inverno fino all'inizio della primavera successiva - ha detto a Lisbona Marco Romani - Ciò consente di ricaricare il livello della falda freatica in una stagione in cui l'acqua è abbondante poiché non necessaria ad altre colture, come quella del mais o della soia. Un altro effetto positivo della sommersione invernale si riscontra sulla degradazione dei residui colturali, che, da un lato rilascia nel terreno preziosi nutrienti per la coltura e, dall'altro, riduce le emissioni di metano nell'atmosfera. Anche l'alternanza di sommersioni e asciutte nella risaia si è dimostrata una strategia vincente per mitigare le emissioni di gas serra». Corrine Romero, segretario generale del Sindacato dei risicoltori francesi, ha messo in luce il ruolo fondamentale delle coltivazioni di riso nella tutela della biodiversità animale e vegetale, con uno specifico riferimento alla ricchezza floro-faunistica presente nella zona della Camargue. Qui le risaie sono in grado di preservare l'habitat delle zone umide favorendo il nutrimento per la fauna e per la flora tipica del territorio francese.Pedro Monteiro, presidente della Casa do Arroz (Casa del riso), ha approfondito l'unicità del patrimonio varietale del riso Japonica portoghese, in particolare del Carolino, la cui superficie di coltivazione si estende su circa 30mila ettari distribuiti nelle aree prossime ai tre fiumi Mondego, Tejo e Sado. I portoghesi, definiti "gli asiatici dell'Europa", possiedono il primato del più alto consumo pro-capite annuo dell'Ue con 200mila tonnellate di riso bianco consumato.Inoltre, a Lisbona sono stati presentati gli obiettivi del programma triennale finanziato con il supporto dell'Unione Europea la cui finalità è ampliare la conoscenza della produzione risicola e degli utilizzi in cucina del riso Made in Ue. --Umberto De Agostino