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Resta tutta in salita la riforma del Patto di stabilità, mentre per l'Italia la settimana si chiude con l'atteso responso di Moody's che conferma il rating ed alza l'outlook, in attesa martedì prossimo del giudizio della Commissione europea sulla manovra. Sul Patto dopo settimane di negoziato per convergere sulle linee di principio messe a punto dalla Spagna (Paese alla presidenza Ue di turno), all'ottimismo dell'Ecofin della scorsa settimana è seguito il silenzio. È ormai certo che non si terrà un Consiglio straordinario dell'Economia, ipotizzato per giovedì prossimo 23 novembre per passare dal testo di sintesi spagnolo a una prima proposta legislativa. Si moltiplicano le ipotesi su possibili date alternative, ma sulla bozza legislativa resta ancora tutto fermo. Continuano invece gli incontri bilaterali: anche in giornata era in agenda un incontro tra i ministri delle Finanze tedesco Christian Lindner e francese Bruno Le Maire, che rappresentano un po' i porta bandiera delle rispettive posizioni: frugali contro Paesi del Sud Europa. La prossima settimana sarà invece il ministro Giancarlo Giorgetti ad andare a Parigi (martedì) e Berlino (mercoledì), in occasione del summit italo-tedesco. Le cancellerie europee all'indomani guarderanno poi a quanto avverrà a Roma sulla ratifica del Mes e sull'eventuale nuovo rinvio. Il negoziato sul Patto aveva registrato la scorsa settimana soddisfazione della Germania e dei frugali tutti, per aver consolidato il principio che nella riforma ci saranno salvaguardie numeriche a garanzia del calo del debito e del deficit. --