In base ai 61 indicatori presi in considerazione dall'Istat per valutare il benessere equo e sostenibile dei territori, la città metropolitana di Milano e la provincia di Monza e della Brianza si collocano ai livelli più alti (classi di benessere alte e medio-alte) per più dei due terzi degli indicatori, con un divario rispetto alla media regionale che supera i 10 punti percentuali. Al contrario, le province di Cremona e Pavia sono le più svantaggiate, rileva l'Istat nel suo rapporto, «poiché tendono a posizionarsi meno frequentemente su livelli di benessere relativo alto e medio-alto (9,9 e 9,8 punti percentuali in meno della media delle province lombarde) e parimenti si collocano più frequentemente nelle classi bassa e medio bassa (rispettivamente 32,8 e 34,4 punti percentuali; 4,6 e 6,2 sul Nord-ovest)». Rispetto al 2019 «la maggioranza delle province ha diminuito la frequenza dei posizionamenti nelle classi di benessere alta e medio-alta».