A volte ritornano. È il caso di Walter Mazzarri che dopo dieci anni si riprende la panchina del Napoli, un po'a sorpresa visto che per il dopo Garcia tutti gli indizi portavano all'ingaggio di Igor Tudor. Ieri mattina, però, evidentemente dopo una nottata di valutazioni e contatti, Aurelio De Laurentiis ha convocato a Roma negli uffici della Filmauro il tecnico di San Vincenzo, che guidò il Napoli dal 2009 al 2013, e lo ha convinto a sostituire Garcia. Mazzarri, 62 anni, si mostra subito d'accordo e accetta senza porre alcuna condizione. Il contratto durerà sette mesi dietro un compenso che, bonus compresi, si aggira intorno al milione di euro.

L'annuncio

Alle 16. 09, a conclusione di una riunione che non va neppure troppo per le lunghe, De Laurentiis pubblica il consueto tweet: «Bentornato Walter». Contemporaneamente la società affida al sito ufficiale uno stringato comunicato di commiato a Rudi Garcia: «La Società ha deciso di revocare l'incarico di responsabile tecnico della prima squadra al signor Rudi Garcia. A lui e al suo staff il ringraziamento per la collaborazione resa». Mazzarri – fermo da un anno dopo la stagione 2021/22 al Cagliari conclusa con l'esonero – sarà già oggi a Castel Volturno per dirigere il primo allenamento di ciò che resta della squadra, visto che sono undici i calciatori convocati nelle rispettive Nazionali che si metteranno a disposizione del nuovo allenatore solo a partire dalla prossima settimana. Con il licenziamento di Garcia e il ritorno di Mazzarri si conclude una fase molto delicata per la società partenopea, trovatasi in piena crisi dopo i deludenti risultati degli ultimi tempi, culminati domenica scorsa con la sconfitta interna ad opera dell'Empoli. Il gol di Kovalenko al 90'ha sancito la conclusione di un rapporto, quello tra Garcia e De Laurentiis, mai del tutto decollato e caratterizzato da alti e bassi, fino alla decisione del presidente, all'indomani della sconfitta al con la Fiorentina, di commissariare l'allenatore, facendo sentire la sua presenza continua e scomoda a Castel Volturno, fino ai travolgenti sviluppi degli ultimi giorni.

Tudor beffato

La scelta di Mazzarri arriva dopo che per diverse ore De Laurentiis aveva pensato di affidare l'incarico a Tudor, con il quale il presidente si era incontrato lunedì. Il tecnico croato, però, aveva chiesto garanzie sulla durata del contratto che evidentemente De Laurentiis, per potersi tenere le mani libere in vista della prossima stagione, non gli ha voluto concedere. Di qui i contatti con il grande ex Mazzarri che invece ha accettato l'incarico senza porre sul tavolo alcuna richiesta specifica e alcun vincolo. Per sette mesi sarà l'allenatore del Napoli con un mandato preciso: chiudere fra le prime quattro per agganciare la Champions del prossimo anno e arrivare perlomeno ai quarti di finale nella stessa competizione in cui il Napoli è al momento in corsa per gli ottavi. Ironia della sorte l'ultima panchina di Mazzarri in A (era il 30 aprile 2022) fu alla guida del Cagliari contro il Verona all'epoca allenato da quel Tudor che sembrava a un passo dalla panchina dei campioni d'Italia. Finì 2-1 per il Verona e Mazzarri due giorni dopo lasciò la panchina. Corsi e ricorsi storici, che ora il tecnico di San Vincenzo ha la possibilità di riscrivere a suo favore.