Aspettando le sfide cruciali con Macedonia del Nord e Ucraina che valgono la qualificazione agli Europei, l'Italia deve ripartire da dove ha lasciato, dalla partita con l'Inghilterra di un mese fa. Perché, nonostante il ko per 3-1, quel match ha lasciato in Luciano Spalletti buone sensazioni per non dire certezze. «Di solito le sconfitte tendiamo a cancellarle, ma in quella partita ci sono state molte cose fatte bene e talvolta pure benissimo, che dobbiamo mantenere – ha detto il ct da Coverciano –. A Wembley non mi sono trovato in un buio intenso, ho visto molti fasci di luce. Per questo ho detto che dopo quella partita, che abbiamo analizzato, non si torna indietro. Ne ho parlato coi ragazzi, contano loro, la loro qualità. Se poi riusciamo a fare squadra meglio». Specie in vista degli ultimi impegni del 2023, da non fallire.

Locatelli lascia il ritiro

«Paura? Ce l'abbiamo sempre a fianco, ci camminiamo insieme, dipende poi da come la vivi. Ma la paura è un sentimento come gli altri e per quanto mi riguarda mi ha accompagnato in ogni tappa della carriera». Al netto delle defezioni – out in extremis Toloi, Meret, Calabria, Locatelli ha lasciato già ieri il ritiro, Cambiaso e Cristante sono acciaccati – e della possibilità concreta di chiamare qualche sostituto già preallertato, Spalletti ha messo a disposizione dei giocatori una serie di clip, di squadra e individuali, per capire meglio errori, migliorie, movimenti. «Le abbiamo viste qualcuna assieme, altre con ogni singolo giocatore. Tutti qui teniamo alla Nazionale e vogliamo essere all'altezza della storia e del calcio che vogliamo fare». Le scelte vanno a suo dire in questa direzione: torna un campione d'Europa, Jorginho, attuale capitano dell'Arsenal, resta fuori ancora Immobile. «Ciro ha fatto un gran gol in Champions e parlandoci gli ho fatto i complimenti, per noi è un calciatore molto importante che seguiamo sempre con attenzione, come tutti i giocatori. Andiamo a vedere partite e allenamenti anche se alla Lazio non sono ancora stato . Ora comunque mi è sembrato che gli altri attaccanti siano più in condizione – ha spiegato riferendosi a Scamacca, Kean e Raspadori –. I criteri quando chiamo (a proposito, io non sconvoco nessuno, semmai convoco di nuovo) sono sempre quelli di andare a vincere le partite e conv ocare i migliori tenendo conto di tante cose».

Il ritorno di Zaniolo

Sul rientro di Jorginho: «Non è venuto prima perché giocava poco. Per telefono mi aveva espresso la voglia di continuare a vestire questa maglia. Ora gioca con regolarità, mi pare stia meglio, è tornato a essere l'uomo squadra, il regista che indica la via». Sulla discussa scelta di chiamare Zaniolo: «Ha sempre detto di essere pulito e di aver giocato solo su cose su cui si può scommettere. Prima di chiamarlo ho parlato con la Federazione, non c'era nulla che lo vietasse». L'ultimo pensiero è per la sua Toscana devastata dalla recente alluvione: «Questa è la mia terra e il mio sangue, è una sofferenza vedere tante famiglie e persone che avevano difficoltà nella vita di tutti i giorni essere messe ancor più a dura prova». L'ultimo pensiero è per la sua Toscana devastata dalla recente alluvione: «Questa è la mia terra e il mio sangue, è una sofferenza vedere tante famiglie e persone che avevano difficoltà nella vita di tutti i giorni essere messe ancor più a dura prova» . —