Peste suina, ok da due macelli gli allevamenti "respirano"

ZINASCO

Sono circa 1500 i suini già inviati nei due macelli individuati da Regione Lombardia. Le strutture, che hanno dato l'ok a ricevere i capi provenienti dalla provincia di Pavia, si trovano nel Cremonese e nel Modenese e potrebbero accogliere fino a 10mila suini alla settimana.

INIZIATI I TRASFERIMENTI
«Sono iniziate le operazioni di macellazione dei capi bloccati negli allevamenti a causa della peste suina - dice l'assessore regionale all'Agricoltura Alessandro Beduschi -. L'obiettivo è dare una boccata di ossigeno agli allevatori pavesi». Al momento sono 30mila i maiali che andrebbero macellati con urgenza, pari a 6 milioni 600mila chili di carne, un valore di 20 milioni di euro attualmente bloccato. Il presidente nazionale dei suinicoltori di Confagricoltura, Rudy Milani, aveva ricordato che il consumo medio pro capite di carne di maiale è tra i 18-20 chili all'anno. Significa quindi che, con 30mila maiali, si sfamano 300mila persone. «Numeri che indicano chiaramente quanto sia preoccupante la situazione», aveva spiegato il presidente, segnando in rosso le condizioni di un settore in estrema difficoltà, con 130mila maiali fermi da due mesi negli allevamenti, per un valore di 60 milioni, a cui vanno aggiunte 16mila scrofe (dal costo di circa mille euro l'una).

E che la situazione sia drammatica lo ha più volte ribadito anche il presidente di Cia, Carlo Emilio Zucchella, sottolineando il rischio chiusura per molte aziende di un comparto che, in provincia di Pavia, conta 180 allevamenti, 230mila suini, oltre 200 addetti, «con gravi ripercussioni sull'indotto e sull'economia provinciale». Un comparto, aveva avvertito Silvia Garavaglia, presidente di Coldiretti, che pretende indennizzi «da erogare al più presto a tutti coloro che hanno subito e stanno subendo danni diretti e indiretti».

L'assessore regionale Beduschi martedì aveva annunciato l'arrivo di 13,5 milioni per i danni derivanti dall'abbattimento dei capi, circa 37mila in provincia di Pavia. Maiali contagiati e maiali sani che è stato necessario sopprimere per evitare la diffusione del virus.

«Gli indennizzi agli allevatori i cui capi sono stati abbattuti a causa della presenza di un focolaio in sede o per misure preventive, pari a circa 13,5 milioni di euro di un fondo del Servizio sanitario nazionale, vengono corrisposti previa richiesta delle aziende entro il termine di 60 giorni, qualora l'allevamento si sia attenuto a tutte le disposizioni vigenti in materia di biosicurezza – spiega Beduschi -. Per quanto riguarda i danni indiretti, è in arrivo un nuovo decreto ministeriale che fornirà indicazioni operative per gli eventi successivi al 31 luglio, col quale sono già previste importanti risorse e che stiamo condividendo, a livello tecnico e politico, con il ministero e con le organizzazioni professionali».

Stefania Prato

Stefania Prato