Allarme amianto arrivano i container alla caserma dei vigili del fuoco
Maria Fiore / PAVIAL'emergenza, stavolta, i vigili del fuoco devono gestirla in casa propria. Sono arrivati ieri mattina altri container alla caserma di viale Campari a Pavia, che insieme alle "casette" per le docce, già allestite, dovranno ospitare i laboratori per la sanificazione dei dispositivi di protezione, a cominciare dai respiratori che vengono utilizzati negli incendi.I locali in cui avveniva la gestione di queste apparecchiature, nel seminterrato, è infatti off limits dopo che è scattato l'allarme amianto sulle tubazioni. Il materiale è stato usato in passato per coibentare le condotte e anche se mancano i risultati ufficiali delle analisi di laboratorio, subito avviate, la situazione, segnalata dal sindacato Conapo, ha fatto scattare le misure di sicurezza e i locali sono stati chiusi. «Questo ha significato trasferire alcune attività in moduli esterni, collocati nel cortile, ma si tratta di una soluzione temporanea - spiega il comandante dei vigili del fuoco di Pavia, Pier Nicola Dadone -. Certo, resta il tema più generale della sede, non più idonea a ospitare personale e attività che sono cambiate nel tempo. Incontrerò a breve il sindaco di Pavia, che ha dato la sua disponibilità, per capire se ci sono ipotesi di nuove aree dove si può immaginare di realizzare la nuova sede». La data per l'incontro con il sindaco Fabrizio Fracassi non è stata ancora fissata. l'allarme del sindacatoA sollevare l'allarme amianto è stato il sindacato Conapo, attraverso il segretario provinciale Simone Fidanza, che ha scritto una lettera alla prefetta Francesca De Carlini, al comandante Dadone e al direttore regionale vigili del fuoco Lombardia Fabrizio Piccinini. «Nel seminterrato sono presenti varie tipologie di condotte» che «da un esame a vista abbiamo accertato essere coibentate con materiale sospetto amianto», si legge nella comunicazione. Da qui la richiesta del sindacato di «eseguire esami di laboratorio per accertare con esattezza la tipologia del materiale segnalato». Oltre alla presenza di amianto il sindacato segnala anche problemi di infiltrazioni in un'altra zona della caserma, a causa a quanto pare delle perdite dalle tubazioni, che hanno reso anche non agibili quattro docce. «Per questa problematica i lavori di ripristino dell'impianto idraulico sono già cominciati da un paio di settimane, era un intervento già programmato e che dovrebbe terminare a breve - spiega Dadone -. In due locali adiacenti alla zona docce è in corso anche un intervento di ristrutturazione. La questione del seminterrato, dove è stato segnalato amianto, è invece diversa: il disagio riguarda lo spostamento delle attività che si facevano in questi locali, attività spostate prima al comando di Lodi e che ora saranno ospitate nei nuovi moduli messi a disposizione dalla Protezione civile. Il comando ha dato subito incarico a una ditta per campionare il materiale, una volta ricevute le analisi si capirà se serve un intervento di rimozione».la ProvinciaDalla Provincia, proprietaria dell'edificio che dal 1951 ospita la sede dei vigili del fuoco, spiegano che «è già in corso un intervento di smaltimento di amianto in un'altra zona della caserma e che se le analisi risulteranno positive si procederà anche con la rimozione dell'amianto dal seminterrato, perché i fondi ci sono». La sede, conferma il capo di gabinetto della Provincia Giuseppe Bufalino, «continua a essere in vendita, secondo il piano di alienazioni già approvato». A gennaio si era tentata un'asta ma era andata deserta. L'edificio è in vendita per 3,6 milioni, ma ancora non c'è una sede alternativa. la nuova sedeDi una nuova sede per la caserma dei vigili del fuoco si parla da anni. «Tutte le soluzioni ipotizzate non andavano bene, anche per ragioni tecniche - spiega il comandante Dadone -. Il problema è che a Pavia non ci sono aree demaniali adatte allo scopo. Ora cercherò di capire con il Comune se ci sono altre ipotesi». Si era parlato di realizzare la nuova caserma in via Folla di Sopra, al posto di una vecchia area militare, ma l'idea era stata scartata perché la via era risultata troppo stretta e quindi non adatta allo spostamento dei mezzi. Era poi spuntata l'ipotesi di via Donegani, nell'area dell'ex Dogana, ma anche questa era stata scartata perché ritenuta troppo piccola. Così anche l'Arsenale. Una delle ultime ipotesi ha riguardato via Cerise, dove il Comune aveva messo a disposizione un'area di sua proprietà, di 17.500 metri quadri, e dove i residenti si erano però opposti. --