Allevatori, lettera alla politica «Le restrizioni ci strozzano»

ZINASCOIn vista dell'incontro di lunedì tra Commissione europea e Ministeri della Salute e dell'Agricoltura sulla questione peste suina, il mondo suinicolo lancia un appello ai politici del territorio, chiedendo di andare in pressing su Bruxelles per ridurre le zone di protezione e sorveglianza. Lettera ai politiciL'obiettivo è infatti l'allentamento di regole troppo stringenti che, con il divieto di movimentare i suini, stanno mettendo in ginocchio gli allevamenti della provincia di Pavia. In una lettera, indirizzata all'eurodeputato Angelo Ciocca, al vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio (entrambi Lega), al deputato Alessandro Cattaneo (Fi), ai deputati Paola Chiesa e Giulio Tremonti (entrambi Fdi), ai consiglieri regionali Ruggero Invernizzi (Fi) e Elena Lucchini (Lega) e, per conoscenza, al presidente della Provincia Giovanni Palli e alla prefetta Francesca De Carlini, Cia (confederazione italiana agricoltori) chiede di fare il possibile per la salvaguardia del comparto suinicolo pavese. «Dallo scorso 31 agosto il territorio provinciale pavese è stato investito dall'emergenza sanitaria dovuta alla peste suina e dall'individuazione dapprima di uno poi di altri 8 focolai di infezione all'interno di allevamenti pavesi. Dal 4 settembre agli allevatori sono state proibite la movimentazione e la vendita degli animali e i proventi delle loro attività imprenditoriali risultano azzerati». L'associazione agricola ricorda che la Commissione, contrariamente ad altri casi di infezione da Psa verificatisi in Europa, ha applicato un criterio di definizione delle aree soggette a restrizione «estremamente penalizzante per il nostro territorio, includendo tutta la provincia invece di applicare le restrizioni per centri concentrici dall'area del focolaio. La sofferenza economica attuale delle imprese suinicole e la crisi strutturale degli allevamenti, gravati da sovraffollamento e da aumenti consistenti dei costi di mantenimento degli animali, rende la situazione esplosiva per un comparto di punta per il contesto pavese e lombardo», scrive Cia sottolineando che lunedì Regione Lombardia presenterà agli esponenti della Commissione il dossier sulla situazione epidemiologica. «Le aziende hanno bisogno del sostegno dei politici della nostra provincia per ottenere un allentamento dei criteri restrittivi imposti, a fronte di un mese senza più contagi negli allevamenti o, qualora ciò non fosse possibile, lo stanziamento di indennizzi rapidi ed equi per tenere in vita il comparto». Rischio chiusurePer l'associazione il rischio, ormai concreto, è la chiusura di un centinaio di aziende, pari a oltre 200mila capi e almeno 200 addetti, con gravi ripercussioni sull'economia provinciale. Intanto Confagricoltura Milano Lodi Monza Brianza organizza un incontro per parlare dell'epidemia che negli allevamenti lombardi ha portato all'abbattimento di 46.500 suini. Giovedì 9 novembre, alle 14.30, nella sede milanese di Confagricoltura, in via Forlanini, verrà tracciato il bilancio della situazione alla presenza del presidente nazionale della Federazione di prodotto Allevamenti suini, Rudy Milani, del presidente lombardo Davide Berta e del presidente della sezione interprovinciale Pierluigi Madonini. --Stefania Prato