Scorporo del Calvi «no» dei dirigenti all'ipotesi Stradella
Voghera
C'è una possibilità, anzi ce ne sarebbero due, per salvare dall'accorpamento stradellino l'Ipsia Calvi di Voghera. L'istituto superiore, secondo quanto proposto dalla Provincia, dovrebbe (per la mancanza di una manciata di alunni e per ridurre il numero delle reggenze) essere diviso nel 2024 tra il Maserati di Voghera (a cui andrebbe la sede Maragliano) e il Faravelli di Stradella (che assorbirebbe via Ricotti). In attesa di martedì, giorno in cui prima i presidi della provincia, e poi il comitato tecnico scientifico (formato dai sindaci di Voghera, Pavia e Vigevano, dai dirigenti capofila di ambito Depaoli, Loria e Fossati, del presidente della Provincia, dell'ufficio scolastico provinciale e di quello regionale) si incontreranno per una prima votazione sulla questione, tutti i giocatori della partita stanno muovendo le proprie pedine per trovare una soluzione che trattenga sulla città l'autonomia di una scuola storica, che ha appena compiuto novant'anni e conta attualmente 597 iscritti, 3 in meno dei 600 previsti dalla normativa per il conferimento della dirigenza.
un mare di problemi
Al momento, preside reggente è Filippo Dezza, dirigente del Maserati, che martedì porterà al tavolo delle trattative il parere negativo suo, del suo collegio docenti e del personale amministrativo, i quali hanno messo nero su bianco le loro ragioni. Per il preside il no sta innanzitutto nei numeri: acquisendo il Maragliano, Dezza si troverebbe a gestire oltre ai suoi 1.200 studenti altri 363 alunni, e un organico di 240 professori. Per il collegio docenti del Calvi, il no sta nel trend positivo della scuola, che l'ha fatta crescere di 100 unità negli ultimi due anni, e che potrebbe nel 2024 portare l'istituto a superare agevolmente la soglia dei 600 iscritti, guadagnandosi il diritto ad avere un preside. Per il personale amministrativo, il parere è negativo dal punto di vista della logistica (vorrebbe dire spostare 6 impiegati di segreteria a Stradella e obbligare gli studenti vogheresi a fare 30 km per consegnare un documento) ma anche della gestione dei bandi Pnrr (mezzo milione di euro assegnati) e che non si saprebbe più come suddividere. Si dovrebbe almeno rinviare di un anno, così da concludere le pratiche relative ai finanziamenti. Al parere negativo del Calvi c'è da aspettarsi un'eco da parte di tutti gli altri dirigenti e, sorpresa, anche del Comune di Voghera. L'amministrazione, infatti, pur non avendo diretta competenza sulla gestione delle scuole superiori è comunque parte del comitato tecnico scientifico e, soprattutto, può far valere il proprio peso politico in virtù della comune appartenenza leghista. L'assessore alla scuola Giuseppe Giovanetti (che, a essere precisi, è di Fratelli d'Italia) ha quindi cercato delle vie alternative.
Le possibili alternative
Se proprio deve essere scorporato il Calvi, la sua proposta sarebbe quella di dare il Maragliano al Maserati (così come previsto dalla Provincia, con buona pace di Dezza) e il Calvi al Galilei (diretto dall'ex preside del Calvi stesso, Sabina Depaoli). La manovra non risolverebbe i problemi numerici (anche perché il Galilei stesso ha 1.250 studenti e ne acquisirebbe altri 234) ma almeno non renderebbe l'istituto professionale vogherese un distaccamento di quello stradellino. Se, obtorto collo, i due presidi potrebbero essere anche disponibili, la questione va comunque ancora sottoposta al collegio docenti del Galilei. C'è però un grande escluso, in questo tavolo delle trattative, che potrebbe con un colpo di scena scendere in campo e risolvere la situazione: l'istituto Gallini. L'agraria, diretta dalla preside Silvana Bassi, è più piccola sia del Maserati che del Galilei e potrebbe quindi, con uno sforzo, assorbire con più facilità gli alunni del Calvi. Da qui a martedì il Comune sentirà anche il suo parere, e potrebbe presentare anche questa possibilità nella riunione di martedì. Certo, la scelta del Faravelli era stata fatta non solo sulle cifre, ma soprattutto su una questione di affinità di percorsi. Far subentrare il Galilei o il Gallini vorrebbe dire modificare lo statuto stesso degli istituti: un'operazione fattibile, ma decisamente più faticosa per l'ufficio scolastico. —
Serena Simula
Serena Simula