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Servirà un ultimo vertice di maggioranza per sciogliere i nodi finali della manovra, a meno che a sorpresa non arrivi prima la bollinatura che renderebbe il testo definitivo. Giorgia Meloni ha annunciato che domani la legge di bilancio sarà inviata al Parlamento, ma prima - nella stessa giornata - la premier dovrebbe avere un confronto con i leader della coalizione, a margine del Consiglio dei ministri lampo previsto in mattinata o nella riunione delle 16 formalmente convocata sulle riforme a Palazzo Chigi. Dalla Lega filtra «soddisfazione sulla polpa», e nessuna rivendicazione particolare dopo i correttivi su pensioni e pignoramenti. Le richiesteAntonio Tajani, invece, ha intenzione di proporre una serie di «miglioramenti», visto che per Forza Italia resta indigesto l'aumento della cedolare secca sugli affitti brevi, anche se nelle ultime ipotesi limitato a chi mette sul mercato più di un appartamento. Ai piani alti del governo confidano sulla «volontà unanime di chiudere in serenità», per poi procedere in Parlamento senza emendamenti di maggioranza. E la stessa premier ha definito il percorso «sostanzialmente concluso»: «C'è un lavoro di drafting che si fa ed è normale che si faccia - ha spiegato -. Ma non ci sono modifiche sostanziali ai saldi di bilancio che noi abbiamo approvato nel Consiglio dei ministri» il 16 ottobre, ossia 24 miliardi di euro. L'ultimo prodotto di questo drafting, è una bozza arrivata sugli smartphone dei membri dell'esecutivo in tarda mattinata. Più o meno mentre Meloni giungeva ad Acqualagna per firmare l'accordo di coesione con la Regione Marche e godersi un bagno di folla alla Fiera internazionale del tartufo bianco, dopo il blitz di venerdì sera a Senigallia per un sopralluogo nelle zone colpite un anno fa dall'alluvione. Gli articoli passano da 89 a 109, inclusi venti sullo stato di previsione dei singoli ministeri, ma mancano le relative tabelle, da cui si evincerà l'effetto della spending review sui singoli dicasteri. Un altro aspetto con risvolti politici tutti da verificare. Intanto continua a produrre tensioni la tassazione sugli affitti brevi. L'ultima ipotesi prevede l'aumento dell'aliquota dal 21 al 26% solo a partire dal secondo immobile messo sul mercato. La mediazione, però, non basta a chiudere la questione. Le opposizioniOcchi puntati sulle interlocuzioni fra alleati di queste ore, fino al vertice di domani pomeriggio fra i leader. «Siamo pronti a procedere e confido che faremo anche del nostro meglio per poter approvare la manovra in tempi rapidi, anche per dare un segnale di serietà e di idee chiare da parte dell'Italia», ha assicurato Meloni, che resta nel mirino di Elly Schlein. È una maggioranza «che già vacilla», punta il dito la segretaria del Pd: «L'economia dà segni di frenata, e invece la manovra è senza visione, minimalista, incapace di ridare slancio». --