La guerra di Israele contro Hamas non si limita alla Striscia di Gaza ma in queste settimane, con un profilo più basso, sta investendo anche la Cisgiordania. «Ci siamo tolti i guanti», ha affermato il comandante militare della regione, generale Avi Bluth, in un incontro con i dirigenti degli insediamenti ebraici. Riferendosi agli arresti di 600 membri di Hamas e di altri 300 di organizzazioni diverse, il generale ha aggiunto: «Siamo determinati a ripulire i nidi del terrorismo per garantire sicurezza agli abitanti». Un'unità anti-terrorismo israeliana ha compiuto un blitz nella notte di martedì a Jenin, nella Cisgiordania settentrionale. Durante uno scontro a fuoco, diversi miliziani sono stati colpiti da un drone militare. Secondo l'agenzia di stampa palestinese Maan, ci sono stati quattro morti, fra cui un adolescente.
I vertici militari temono che le immagini dell'attacco di Hamas del 7 ottobre da Gaza destino desideri di emulazione anche fra i palestinesi della Cisgiordania. Il dispiegamento di forze dell'esercito resta massiccio. A protezione dei coloni (oltre 500 mila) sono già dislocati sul terreno 29 battaglioni, di cui 23 di riservisti, secondo informazioni della tv pubblica Kan. Ma l'esperienza amara dei kibbutz vicini a Gaza insegna che in caso di attacchi di forze ben organizzate occorre potenziare la capacità immediata di fuoco della cosiddette "squadre di emergenza" (in ebraico "Kitat Konenut") composte da membri di ciascuna località, volontari, e con esperienza militare. Dall'inizio di ottobre, secondo Kan, queste squadre hanno ricevuto 3. 000 armi da fuoco e 140 mitragliatori pesanti. E il sostegno di 3. 000 membri di un'unità locale di difesa. In quest'atmosfera di mobilitazione generale si è inserito il ministro della Sicurezza interna Itamar Ben Gvir (leader del partito di estrema destra Potere ebraico e lui stesso residente in Cisgiordania) che ha avviato una campagna di sensibilizzazione fra gli israeliani sollecitandoli ad armarsi. I criteri per il porto d'armi sono stati da lui ridotti ed in due settimane si sono accumulate, in tutto Israele, 120 mila richieste. Secondo la ong Yesh Din, dall'inizio della guerra a Gaza centinaia di coloni hanno partecipato a 100 incursioni in 62 villaggi palestinesi della Cisgiordania, «provocando la morte di sei palestinesi e arrecando danni materiali». La tesi di questa ong è che la distribuzione di armi ad abitanti privati negli insediamenti rischia di inasprire la situazione. —