Hamas tratta col Qatar per la liberazione degli ostaggi israeliani ma si coordina in Libano con gli Hezbollah e la Jihad islamica per continuare a esercitare pressione su Israele e gli Stati Uniti. Il cosiddetto "Asse della resistenza" anti-israeliana guidato dall'Iran ha mostrato tutta la sua capacità di coordinarsi su scala regionale con un vertice svoltosi a Beirut, in Libano, ad appena cento chilometri dal nord di Israele, tra alti rappresentanti degli alleati arabi della Repubblica islamica: gli Hezbollah libanesi, Hamas e la Jihad islamica. Questo mentre il Qatar, paese del Golfo che da anni svolge il lavoro di mediazione tra Paesi occidentali e loro rivali come i talebani e lo stesso Iran, si è detto ottimista per raggiungere «presto» un accordo per la liberazione di un ampio numero di ostaggi israeliani. «Ci sono progressi in tal senso», ha riferito Muhammad ben Abderrahman Al Thani, premier del Qatar e ministro degli Esteri del paese del Golfo ricco di gas naturale. La posizione di Doha si è guadagnata il plauso di Israele. «Mi compiaccio di dire che il Qatar sta diventando un elemento essenziale ed una parte in causa nell'agevolazione di soluzioni umanitarie. I suoi sforzi diplomatici sono di importanza cruciale in questi tempi», ha commentato il consigliere israeliano per la sicurezza nazionale, Tzachi Hanegbi. Poco dopo, il ministero degli Esteri del Qatar ha però avvertito che la tanto paventata «incursione terrestre israeliana nella Striscia di Gaza complicherà gli sforzi mirati a riportare a casa gli ostaggi». —