Pavia
Ponte Coperto,
piazzale pericoloso
Qualche sera fa, andando a recuperare mia figlia dopo le lezioni ho rischiato, insieme ad altre persone, di finire sotto le ruote delle auto al piazzale del ponte Coperto.
La nuova regolamentazione è estremamente pericolosa per il pedoni che devono attraversare il piazzale lato Lungoticino Sforza. Il verde pedonale è troppo breve, e nelle ore di punta le auto che provengono dal Lungoticino Sforza immancabilmente si trovano sulle strisce pedonali nello stesso momento in cui dovrebbero attraversare i pedoni.
Tra le 7 e le 10 del mattino e dalle 17 fino alle 19/20 della sera prima di attraversare in quel punto mi sento come la rana che doveva attraversare la strada in un vecchio e noto videogame degli anni '80.
Se, d'altro canto, i pedoni attendessero il transito completo delle auto, non avrebbero più modo di passare senza impegnare l'attraversamento con il semaforo rosso.
Mi chiedo: abbiamo bisogno dell'ennesimo incidente magari con esito fatale per rendersi conto della sua pericolosità?
Francesca Besostri. Pavia
Il mondo non va
Ai governanti serve
intelligenza super
La decisione del presidente americano Biden di proseguire la costruzione del muro al confine tra USA e Messico (costruzione voluta dal suo predecessore e da lui contrastata in campagna elettorale) mi ha indotto a una riflessione che mi porta a rivedere il mio giudizio sui politici della nostra epoca, un giudizio allineato a quello di molti, a cominciare da quegli elettori che disertano i seggi elettorali o ci vanno col mal di pancia; un giudizio di sostanziale inadeguatezza alla soluzione dei principali problemi attuali.
Per tale dietrofront si dirà dell'età avanzata di Biden, del suo stato di salute e delle convenienze elettorali. In Italia c'è un capo del governo non certo anziano e, all'apparenza, in ottima salute che in campagna elettorale (è passato poco più di un anno) indicava nel blocco navale il mezzo adeguato per governare l'immigrazione, e che ora è in grave difficoltà a cercare altre vie per dare soluzione al problema, non essendo percorribile quella del blocco navale.
Allargando l'orizzonte sia sui governanti dei principali Paesi che sui più gravi problemi del mondo di questa epoca (oltre a quello migratorio di chi sfugge a condizioni invivibili, ci sono quelli dell'ambiente e delle fonti di energia, di una più equa distribuzione della ricchezza, della regolamentazione dello sviluppo scientifico e tecnologico) vedo che tutti i governanti si stanno barcamenando, come comandanti di navi non dotate di radar nella nebbia. E la domanda che mi pongo è se siano i governanti inadeguati o se non siano i problemi divenuti troppo complessi per essere gestiti dal genere umano. In fin dei conti la maggior parte dei problemi citati è la conseguenza degli accadimenti degli ultimi 120 anni circa di storia (dal 1900 a oggi). All'inizio del 1900 la popolazione mondiale era di circa di un miliardo di persone (oggi 8,5); il progresso scientifico e tecnologico registrato degli ultimi 120 anni non ha confronto con quello precedente; prima di esso le comunicazioni tra gli uomini avvenivano, salvo rarissime eccezioni e con grandi difficoltà, in ambiti molto ristretti (oggi tutti possono comunicare o comunque sapere molte cose di tutti).
Queste considerazioni mi fanno ritenere che i governanti non possano che essere inadeguati ad affrontare i citati problemi e che non possano che fare più o meno bene (o, per meglio dire, più o meno male) come cerchiobottisti, contraddicendo quando è il caso (cioè spesso) le promesse elettorali e le idee alla base del loro impegno politico. A lume di naso mi sembra che tra i governanti più determinati nel perseguire la loro linea politica ci siano soprattutto quelli di Russia, Cina, Iran e Corea del Nord (paesi che non hanno migranti che premono alle frontiere), ma purtroppo sono certo che le loro idee sono sbagliate, se non nefaste. Speriamo che l'annunciata "intelligenza artificiale" metta a disposizione dei radar adeguati a illuminare il percorso.
Franco Castagnola
Robecco Pavese
Proposta
Pavia decentra...
anche i bagni
Dopo il cinema multisala a San Martino leggo che la piscina pubblica di Pavia sarà a Bereguardo.
Vorrei suggerire a chi di competenza che i bagni pubblici, di cui Pavia avrebbe un gran bisogno, potrebbero essere realizzati ad Arena Po o in altra località particolarmente comoda per l'utenza cittadiba.
Paolo Canepari