Bocciato il limite del Comune ora fanghi più vicini alle case

GARLASCO Dopo sette anni di battaglie legali il Comune si vede sconfitto nella vicenda riguardante la distanza di spandimento di fanghi da depurazione, che aveva fissato a 500 metri dal centro abitato. Il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso presentato da Garlasco confermando la sentenza del Tar della Lombardia che dava ragione alla ditta, Evergreen Italia srl, con sede a Tromello, che si occupa della lavorazione e spandimento di sostanze ritenute "ammendanti" sui terreni agricoli della zona.LA DELIBERA bocciataAl centro dell'attenzione il piano delle regole della variante al Piano di governo del territorio con cui l'amministrazione comunale, con deliberazione del Consiglio del 20 aprile 2016, istituì all'interno delle aree agricole un esplicito divieto di utilizzazione agronomica dei fanghi di depurazione per quel che riguarda la fascia di rispetto di 500 metri dal perimetro del centro abitato. Il tutto è evidenziato dalla nota protocollata il 26 settembre 2016.Con l'annullamento definitivo del provvedimento la fascia di rispetto resta limitata a 100 metri dal centro abitato, come disciplinato dall'attuale normativa regionale.LE REAZIONI«Sono sconcertata - dichiara l'assessora all'Ambiente Isabella Panzarasa - dalla decisione del Consiglio di Stato, anche perché va in senso opposto a una sentenza del 2015 in cui un tribunale determinò la possibilità decisionale su questo tema del Comune sul suo territorio. Insieme ai nostri legali, che voglio ringraziare per il lavoro svolto in questi anni, ci prendiamo qualche giorno per esaminare la sentenza. In secondo luogo, dato che la Regione ha sempre recepito le nostre preoccupazioni, ci rivolgeremo al governo, che ora è allineato politicamente a Regione Lombardia, affinché si faccia interprete della necessità di rivedere certe regole».Nel 2016 il responsabile dell'area territorio del Comune di Garlasco dispose la sospensione definitiva dell'attività di spandimento di rifiuti speciali non pericolosi (fanghi di depurazione) a beneficio dell'agricoltura. Ma sia il Tar sia il Consiglio di Stato hanno accolto il ricorso della ditta Evergreen argomentando che «sembra da escludere che lo strumento urbanistico possa dettare prescrizioni che riguardano l'attività di spandimento di fertilizzanti su suolo agricolo, giacché non si vede quale attinenza abbia tale attività con l'interesse urbanistico». --Mauro Depaoli