La ricerca della libertà di Emily Brontë

«Emily era curiosa, audace, dotata di grande intuito e spirito di osservazione, aveva una fervida immaginazione e un'intelligenza che non amava mettersi in mostra». È così che Emma Mackey - la giovane attrice diventata famosa grazie alla serie Netflix "Sex Education" - ha descritto Emily Brontë, la celebre scrittrice che ha interpretato in "Emily", la pellicola scritta e diretta nel 2023 da Frances O' Connor che giovedì 25 (alle 16 e alle 21.15) e venerdì 26 ottobre (21.15) sarà proiettata al Cinema Teatro Odeon di Vigevano. Il film, nel tentativo di capirla, di darle la parola e renderle omaggio, mette al centro Emily, una giovane donna profondamente influenzata dalla morte della madre, dai confini imposti dal padre (Adrian Dunbar) e dalla vita familiare, dal rapporto con le sorelle Charlotte (Alexandra Dowling) e Anne (Amelia Gething) e dall'amato fratello Branwell (Fionn Whitehead). La sua giovane vita (1818-1848) fu segnata da un'incessante ricerca della libertà artistica e personale. Una ricerca irrefrenabile, fervida e impetuosa che esplose nella creazione di uno dei più grandi romanzi di tutti i tempi, "Cime tempestose", che scrisse non ancora trentenne. «Emily Brontë è una donna forte, ribelle, sensibile, ispirata, piena di fascino - ha spiegato la regista e sceneggiatrice Frances O'Connor, che ha concepito l'idea del film una decina di anni fa e da allora non ha mai smesso di svilupparla - È la sorella meno in vista, adorata da una nicchia di fedelissimi che l'hanno eletta a loro eroina proprio perché ribelle, fuori dagli schemi. Se avesse vissuto oggi, avrebbe potuto benissimo essere una dark o giù di lì». --