Le violenze e la fuga con le figlie: 46enne condannato a 4 anni

Maria Fiore / PAVIA

Botte, umiliazioni, ma anche una violenza sessuale in camera da letto e la sottrazione delle due figlie, portate via in Algeria per due mesi. Per queste contestazioni il collegio dei giudici presieduto da Elena Stoppini ha condannato ieri in tribunale S. A., un 46enne di origine algerina che abita a Pavia, a quattro anni di carcere. Secondo quanto contestato dalla procura le violenze sarebbero durate nove anni, dal 2010 fino al 2019, quando la vittima decise di sporgere denuncia e lasciare l'abitazione dove conviveva con l'uomo.

A maggio del 2019 si colloca anche il viaggio dell'imputato con le figlie minori all'estero. Per le accuse di maltrattamenti, violenza sessuale e sottrazione di minore il pubblico ministero Andrea Zanoncelli aveva chiesto sei anni e mezzo di carcere. I giudici hanno anche disposto per l'imputato una misura di prevenzione: dovrà comunicare i suoi spostamenti alle forze dell'ordine.

la ricostruzione

Secondo il capo di imputazione, i maltrattamenti erano cominciati subito dopo l'avvio della convivenza, nel 2010, e anche dopo la nascita delle figlie, che ancora piccole avevano assistito, secondo l'accusa, alle violenze. Botte, insulti ma anche, in un caso, una violenza sessuale in camera da letto. La donna, in altre parole, sarebbe stata obbligata a un rapporto contro la sua volontà. A maggio del 2019 si colloca l'episodio che convinse la donna a denunciare e a lasciare l'uomo: il 46enne portò in Algeria le due figlie minori, tenendole per due mesi. In questo periodo la madre riuscì a raggiungerle, ma questo non è bastato a far cadere l'accusa di sottrazione di minore, che è rimasta contestata nel processo e per la quale il collegio dei giudici ha ritenuto l'imputato responsabile.

la sentenza

Ieri in udienza la difesa dell'imputato, sostenuta dall'avvocata Valentina Zecchini Vaghi, ha chiesto l'assoluzione dopo avere presentato al processo un attestato di ospitalità in Algeria che era stato inviato alla madre delle bambine dal nonno paterno. Secondo la tesi della difesa, dunque, la donna sapeva che il convivente si sarebbe allontanato con le figlie, poi in effetti raggiunte in Algeria. Non è bastato, però, a evitare la condanna. Le motivazioni della sentenza saranno depositate fra 90 giorni. «A quel punto – si limita a dire l'avvocata Zecchini Vaghi – valuteremo se fare appello».

Maria Fiore