Senza Titolo
Prima l'attacco alla scuola di Arras, poi la fucilata in pieno centro a Bruxelles. Due indizi non fanno una prova. Ma nell'Europa dove è ancora freschissimo il ricorso degli attacchi dell'Isis hanno portato già al massimo l'allerta. Il dossier terrorismo è atterrato sulle cancellerie del Vecchio continente quasi all'improvviso. Bruxelles è costretta a correre ai ripari: un piano per la sicurezza verrà presentato oggi in mattinata dal vice presidente della Commissione Ue Margaritis Schinas e dalla titolare agli Affari Interni, Ylva Johansson. L'obiettivo è innanzitutto quello del coordinamento tra i 27 per evitare di minare uno dei pilastri dell'Unione: la libertà di movimento. Nelle ore che hanno fatto seguito all'attentato di Bruxelles in mezza Europa è scattata l'allerta. In Francia le misure di sicurezza sono state rafforzate sin dall'attentato di venerdì scorso ad Arras. Ma gli allarmi bomba continuano a ripetersi: ieri, per la seconda volta in meno di una settimana è stata evacuata la Reggia di Versailles. In Spagna è stato convocato d'urgenza il Tavolo per la minaccia terrorista. Londra ha deciso di potenziare i controlli in vista della partita di ieri sera Inghilterra-Italia. Il dossier, inevitabilmente, è finito sul tavolo del vertice straordinario dei 27 convocato da Charles Michel sulla guerra tra Israele e Hamas. La riunione era stata pensata per saldare una linea comune dell'Europa sul conflitto. Ma al tavolo, Giorgia Meloni già ha posto una questione che è destinata a catalizzare il dibattito dei prossimi giorni. «Dall'immigrazione di massa ci sono rischi per la sicurezza», ha sottolineato la premier. Sicurezza e migrazione tornano insomma ad incrociarsi. --