Report Legambiente ciclisti diminuiscono «Perché le strade qui non sono sicure»

Pavia

Le famiglie non si fidano: mandare i figli a scuola in bicicletta è troppo pericoloso. Nel giro di un anno in città sono stati contati 400 sellini in meno. È questo il dato rilevato dai volontari di Legambiente nell'ambito dell'iniziativa Giretto d'Italia. Non si tratta di calcoli scientifici, ma comunque di rilevazioni con un certo peso visto che la nostra città risulta sedicesima tra altre 36 prese in considerazione.

Classifica invariata

La posizione rispetto al 2022 non è cambiata, ma è diminuito il numero di biciclette conteggiate in cinque punti precisi lo scorso 20 settembre, dalle 7 alle 9: ponte Coperto, piazza Italia, corso Garibaldi, Minerva e via Bramante. Si passa da 1.560 bici a 1.133, il 27 per cento in meno. In rapporto alla popolazione cittadina parliamo dell'1.16 per cento di residenti che in quella giornata hanno usato le due ruote.

Dati che, se paragonati alla vicina Piacenza, fanno impallidire. Nel capoluogo emiliano la percentuale supera il 14 (5.700 biciclette). A dire il vero la mattina del 20 settembre era stata ventosa e con un cielo poco limpido, ma guardando in Emilia e a Milano i dati relegano indietro la nostra città. Nel capoluogo regionale sono state contate più di 4mila biciclette: più di 3 ogni cento residenti.

«Le famiglie non si fidano»

I motivi alla base sono differenti, ma uno su tutti rappresenta il convitato di pietra: la scarsa sicurezza percepita. «Per noi la diminuzione di bici rispetto al 2022 può essere avvenuta per alcune motivazioni – spiega Giovanni Fustilla di Legambiente –. Oltre al fatto che le piste ciclabili presenti non sono adeguate, a Pavia nell'ultimo periodo ci sono stati tanti incidenti, due anche mortali. La gente ora si fida poco e soprattutto le famiglie a lasciare che i figli vadano da soli a scuola. Bisognerebbe ragionare di più su un'ottica di mobilità sostenibile che purtroppo ancora le amministrazioni non hanno». La questione relativa ai giovani viene sottolineata anche da Paolo Colucci della Fiab (Federazione italiana ambiente e bici): «I giovani non si recano a scuola in bici perché è percepito come poco sicuro, non parlo dei piccoli, ma almeno di quelli che frequentano gli istituti superiori. Le famiglie non si fidano. Il discorso per le altre fasce d'età è già diverso, perché dai 30 anni in su stanno cambiando le tecnologie. Dalla bici tradizionale si sta passando ai mezzi elettrici. Molti si stanno orientando verso questo mercato». Insomma, c'è una certa volontà da parte dei cittadini, ma quanto accade ogni giorno invoglia davvero pochi ad affrontare il traffico in sella alla bici. Ancor di meno le famiglie.

Alessio Molteni

Alessio Molteni