Per due miliardi di persone, è arrivata una giornata epocale: l'ingresso del cricket nel programma delle Olimpiadi di Los Angeles 2028. La lunga marcia sta per andare a buon fine: dopo la proposta del comitato organizzatore dei Giochi Usa e il via libera del Comitato esecutivo Cio, la 141/a sessione del Comitato olimpico – guarda caso in corso a Mumbai – oggi darà il voto definitivo per l'ammissione alle Olimpiadi dello sport più amato dall'India al Pakistan, dalla Gran Bretagna all'Australia. Sarà «il raggiungimento di un sogno» per Kalum Perera, segretario generale della Federazione italiana.
L'avvento del cricket è di portata epocale, «perché storicamente – spiega Perera – gli sport proposti sono le discipline che vanno forte in quel Paese» infatti le altre quattro che avranno l'ultimo via libera oggi sono baseball e softball, squash, lacrosse e flag football. Se il baseball non ha bisogno di presentazioni ed ha grande seguito, lo squash è uno sport di nicchia. Nato come mille altri in Gran Bretagna, nel tempo è diventato uno dei simboli dell'«american way of life». Solleva qualche dubbio la quasi totale assenza di test sul suo appeal televisivo e soprattutto sui giovani. Guardando a loro, sono finiti sul piatto il lacrosse e il flag football. Il primo ha lontanissimi precedenti olimpici (1904 e nel 1908) ma ha una connotazione geografica molto marcata e richiede un'attrezzatura che ne frena la diffusione nei Paesi meno ricchi. Il flag football è una versione in miniatura e senza contatto fisico del football americano. Ha molto successo per questo anche tra le donne, ma rischia di avere a sua volta scarso appeal negli altri continenti, in particolare in Asia, dove il cricket non ha rivali. —