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PaviaAl parco Vernavolai cani sono padroniVorrei raccontare un episodio di ordinaria arroganza e menefreghismo. Qualche giorno fa i ho avuto la malaugurata idea di portare il mio nipotino all'area giochi della Vernavola. Mentre lui stava giocando vicino a un cespuglio, alle nostre spalle è arrivato improvvisamente un cane più grande di lui che l'ha parecchio spaventato. La mia reazione istintiva è stata prendere il bimbo in braccio e allontanare l'animale ma la padrona, una ragazza poco più che ventenne impegna al telefono e a più di 10 metri, ha cominciato a urlare come un' ossessa intimandomi di non toccare il suo cane.Un po' lo spavento per il bambino, un po' quella reazione aggressiva che mi ha spiazzata... e, senza volerlo, mi son trovata a discutere animatamente con questa persona. In quell'area c'è il divieto d'accesso per i cani, con tanto di cartello; in più il suo guinzaglio avrebbe dovuto essere corto e non estensibile in modo che il cane non potesse infastidire gli altri.Non c'è stato verso di farglielo capire, continuava ad urlare ripetendo che lei era in regola perché aveva il guinzaglio, io dovevo star zitta e il suo cane aveva tutto il diritto di correre dove voleva. Per evitare il proseguo di una discussione agitata che non avrebbe portato a niente ho preso mio nipote e me ne sono andata ma adesso, a mente fredda, mi chiedo: sicuramente il cane avrà avuto ottime intenzioni ma davvero siamo al punto che una persona non abbia più il diritto di non gradire che un cane di grossa taglia le si avvicini improvvisamente?Iris Guastaldi. PaviaCorteolonaSei felice? Una domanda politicaDa pochi giorni sono stato eletto segretario del circolo Pd di Corteolona e Genzone, subentro ad Angelo Della Valle, grande punto di riferimento per buona parte degli abitanti del nostro comune. Mi chiedo quale possa essere la maniera migliore d'interpretare il ruolo che mi è stato affidato. Sicuramente parlare con i cittadini, capire quali sono i problemi che più di tutti creano una condizione di ansia, d'incertezza: la famiglia, i figli, la scuola, la solitudine degli anziani, il reddito, i debiti, le bollette, il lavoro, la casa, la salute e altro ancora. Mettendo in fila tutti questi argomenti/problemi da trattare con le mie concittadine e concittadini in parte mi sono riconosciuto. Come in un identikit, un profilo che ricostruisce gran parte delle persone che conosco: c'è sempre un guaio, cose sempre di un certo peso, sono e siamo molto presi da questi problemi a tal punto che si va avanti, nel tempo, come la rata di un mutuo a tasso variabile, sperando che l'Euribor sia clemente.Tutto questo tempo dedicato alla gestione delle cose della nostra vita spesso ci distoglie da una dimensione di tranquillità, di sicurezza, questi problemi ci fanno perdere attenzione su cosa realmente c'è attorno a noi.Si ha la pretesa di misurare il nostro "benessere" con dei numeri, il famoso Prodotto Interno Lordo, ma il PIL non misura la nostra felicità, la nostra armonia familiare, la certezza di crescere bene i figli, la capacità di una relazione positiva con gli altri, la capacità di creare comunità, tutto questo non può essere misurato con un dato economico.Misurare il disagio delle persone, il disagio sociale è possibile, gli indicatori mettono in luce questi temi, che sono tutti riconducibili alla mancanza di prospettiva, di sicurezza in senso ampio del termine, il reddito è importante e lo è ancor di più se ti permette tranquillità economica, ma non tutti sono/siamo in questa condizione, anzi.C'è molto da dire e da fare in questo senso, e naturalmente i cittadini si aspettano risposte, anche da un umile segretario di un piccolo circolo della Bassa Pavese, ma come prima cosa ho scritto sulla nostra bacheca, che dà sulla strada, questa frase: Sei felice?Gianmario MoceraVogheraFede profondacon S. FrancescoUna celebrazione commovente, il 3 ottobre scorso, al santuario di S. Maria delle Grazie per ricordare il transito di S. Francesco. Spente tutte le luci, rimangono accese solo le candele di una cappella, suonano campane che hanno un suono lontano e invitano all'unione con S. Francesco che sta passando felicemente a Cristo: la sua nascita al cielo!Alla fine della celebrazione con le letture dalla Leggenda maggiore di S. Bonaventura, dal Vangelo di Giovanni e del Salmo 141, ancora campane, il santuario si illumina e i nostri cuori vivono l'emozione e la pace che ci ha regalato S. Francesco.Anna Maria Poggi . Voghera