Caso vigili, l'inchiesta è chiusa ecco tutte le accuse del pm
Maria Fiore / CASSOLNOVO
Atti persecutori e minacce nei confronti di un collega, concussione e falso. Il pubblico ministero Paolo Mazza chiude, con queste contestazioni, le indagini sui vigili di Cassolnovo: la comandante, all'epoca dei fatti (che risalgono al 2021 e 2022), Maria Grazia Pietrapertosa, 62 anni, di Vigevano, e il suo vice Luigi Critelli, 46 anni, anche lui di Vigevano. Indagato anche un terzo agente, Rocco Daniele Cilla, di 31 anni, a cui vengono contestate le accuse di concussione e falso ma non di stalking nei confronti del collega. Con la chiusura delle indagini la procura si prepara a chiedere il rinvio a giudizio, ma sull'altro fronte gli indagati hanno la possibilità di scongiurare il processo con memorie difensive o chiedendo di essere sentiti.
la vendita dei motorini
Secondo la procura, che nella chiusura delle indagini precisa i capi di imputazione, la responsabile dell'ufficio e il suo vice (che per questa vicenda erano finiti a gennaio agli arresti domiciliari, poi revocati) avrebbero commesso alcune irregolarità nella gestione di alcune pratiche, a cominciare dal mancato sequestro di due motorini, di proprietà di due ragazzi di Cassolnovo, che circolavano senza targa e senza copertura assicurativa.
Gli agenti della polizia locale si erano fatti consegnare i mezzi dai ragazzi senza però procedere al sequestro amministrativo, tenendo i veicoli in un locale del comando, per diversi giorni. Da una conversazione registrata di nascosto dalla stessa madre, che aveva denunciato la vicenda, pare ci fosse l'intenzione da parte degli agenti di vendere gli scooter.
lo stalking
L'accusa di atti persecutori era invece partita dalla denuncia di un quarto agente del comando, Luca Bolognese, che aveva raccontato al magistrato di essere stato vittima, per mesi, di vessazioni sul posto di lavoro per essersi rifiutato, come agente da poco assunto, di eseguire alcuni ordini, tra cui l'annullamento di due multe. Una riguardava la sanzione elevata con il sistema Targa System a un furgone che stava eseguendo lavori per il Comune, un'altra sanzione invece aveva toccato un conoscente della comandante.
I verbali, secondo l'accusa, sarebbero stati annullati anche se Bolognese si era rifiutato di farlo, ma a quel punto erano cominciate, secondo l'accusa, le vessazioni nei confronti del collega.
Nella primavera del 2022 le cimici collocate negli uffici del comando registrano diverse "sfuriate" degli indagati contro Bolognese.
la difesa
Gli avvocati degli indagati (Fabio Santopietro per Pietrapertosa e per Cilla, Paolo Larceri per Critelli) stanno ancora valutando la strategia difensiva. All'interrogatorio, tuttavia, l'allora comandante e il suo vice si erano difesi su tutte le contestazioni: la vendita dei motorini aveva lo scopo di andare incontro ai ragazzi, che avrebbero così evitato la confisca, mentre sugli attacchi al collega avevano spiegato che si trattava in realtà di rimproveri dovuti ad alcuni atteggiamenti tenuti dall'agente sul posto di lavoro. Oggi Pietrapertosa e Critelli non hanno più misure cautelari in corso ma non hanno potuto ancora tornare al loro lavoro. —
Maria Fiore