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Una donna accovacciata a terra guarda verso il vuoto. È in ginocchio, sporca di polvere, vestita con un gilet rosso e una maglietta rosa a maniche lunghe. Attorno a lei sei corpi senza vita ricoperti di sangue e detriti. Nell'attacco russo su Groza, un villaggio nel distretto di Kupiansk che si trova nella regione di Kharkiv, sono morte almeno 51 persone. Tra queste un bambino di 6 anni. Il raidIl missile, probabilmente un Iskander, ha colpito il negozio di alimentari e il bar dove una sessantina di ucraini si trovavano raccolti per la veglia funebre di un loro compaesano scomparso. La precisione con cui il razzo si è abbattuto su quei luoghi pieni di civili ha fatto sorgere al ministro degli Interni Igor Klimenko il dubbio che le indicazioni per colpire siano arrivate da un residente. Groza piange le proprie vittime e prega per quelle sette persone portate fuori dalle macerie che ora lottano in bilico tra le vita e la morte. Altre potrebbero essere ancora sepolte dalle macerie. «Si è trattato di un attacco terroristico deliberato, dimostrativo e brutale», ha tuonato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il primo a diffondere la notizia dell'accaduto. «I terroristi dovranno affrontare una rappresaglia. Una rappresaglia giusta e potente», è la promessa di vendetta del presidente ucraino. Le reazioniLa condanna è arrivata anche dalla Casa Bianca e dal segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, mentre la regione di Kharkiv ha annunciato tre giorni di lutto per quello che è stato «il crimine più sanguinoso dei russi nell'area dall'inizio dell'invasione su larga scala», ha ricordato il capo dell'amministrazione militare Oleg Syniehubov. Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino, ha voluto postare senza censura le immagini della brutalità delle morti di Groza, «un promemoria per tutti coloro che sono disposti a sorridere e a stringere la mano al criminale di guerra Putin alle conferenze internazionali», ma anche un'annotazione per chi «posta meme e prende in giro gli ucraini». Un popolo vessato da oltre un anno e mezzo di guerra, dagli allarmi aerei e dai raid di droni e caccia. Ma anche dalle uccisioni arbitrarie, dalle violenze su donne e bambini. Dalla violazione dei diritti umani, come più volte segnalato dalle organizzazioni internazionali e come ricordato ieri anche dal comitato dei ministri del Consiglio d'Europa. Una denuncia per i reati commessi dai russi nei territori ucraini temporaneamente controllati o occupati, tra cui la Repubblica autonoma di Crimea e Sebastopoli, dove si evidenzia anche la preoccupazione per «le prove di uccisioni, ferimenti e abusi sessuali sui bambini e per la loro deportazione in Russia». Dal 24 febbraio 2022, l'inizio dell'invasione, 1. 214 bambini sono stati dichiarati scomparsi in Ucraina su un totale di 26. 000 persone, di cui 11. 000 civili. --