Evasione fiscale e fatture false Commercialista a giudizio
Maria Fiore / STRADELLA
Erano accusati di avere messo in piedi un sistema per evadere il Fisco, ma all'udienza preliminare che si è svolta ieri sono rimasti in piedi solo i reati fiscali e non l'associazione per delinquere. Fausto Barbarini, commercialista di 68 anni di Stradella, è stato rinviato a giudizio per l'accusa di emissione di fatturazioni false e indebite compensazioni fiscali, ma prosciolto dalla contestazione di avere messo in piedi un sistema, con tanto di complici, per evadere le tasse (è difeso dagli avvocati Filippo Realdo Frattoni e Carlo Madama). A processo, il 9 maggio del 2024, si presenterà insieme a lui anche Orlando Renna, 59 anni, di Arena Po, titolare di una società che avrebbe emesso le fatture fittizie (difeso dall'avvocato Antonio Mariotti). Il giudice Pietro Balduzzi ha deciso per il rinvio a giudizio anche di Yefeng Liu, 38 anni, di Spessa Po (avvocata Maria Flavia Ravizza). Altri imputati avevano chiesto l'abbreviato e sono stati condannati a pene comprese tra uno e 4 anni.
le condanne
Per Orazio Genovese, 58 anni, di Voghera, è scattata la condanna a 4 anni per reati fiscali e di 3 anni è stata la condanna per Giuseppe Borsellino, 47enne di Costa de' Nobili (il suo avvocato, Paolo Vercesi, ha chiesto la sostituzione della pena con lavori di pubblica utilità, come consentono le nuove norme introdotte dalla riforma Cartabia). Simone Colosi, 45 anni di Godiasco (che ha fatto l'abbreviato con l'avvocato Gianfranco Ercolani) è stato condannato a un anno e sei mesi (pena sospesa): il giudice ha concesso l'attenuante della minima partecipazione al fatto. Shuli Liu, 46 anni, di Voghera (avvocato Frattoni) è stata condannata a un anno con la condizionale e così anche Luiz Alberto Ramirez, un 40enne equadoregno che risultava in maniera fittizia amministratore della società Calogero Srl, da cui erano partite le indagini. Prosciolto invece dall'unica accusa, che era falso in bilancio, Giovanni Scuderi, 62 anni (avvocato Alfredo Barietti).
l'inchiesta
Barbarini era rimasto coinvolto nell'indagine insieme ad alcuni imprenditori, titolari, secondo la finanza, di società fantasma che sarebbero state utilizzate per una serie di operazioni inesistenti al fine di evadere le imposte, ad esempio acquisti di beni e servizi per ottenere crediti Iva. Tra le imprese che avrebbero approfittato del sistema per evadere le imposte c'era, secondo l'inchiesta, proprio la Calogero Srl: gli amministratori avrebbero simulato l'operatività dell'impresa annotando in contabilità fatture passive per oltre 13 milioni di euro. —
Maria Fiore