VIGEVANO
Per cercare di ridurre il fenomeno degli abbandoni di rifiuti, soprattutto in campagna, Vigevano, Mortara e Gambolò hanno deciso di unire le forze. Con un tavolo di lavoro congiunto assessori, dirigenti della polizia locale e volontari collaboreranno per sorvegliare un territorio di oltre 186 chilometri quadrati e che ha il punto di unione tra la frazione Morsella e la Cattanea, dove i confini sono talmente labili da rendere complesso anche solo capire in quale comune ci si trova.
Ieri in municipio a Vigevano questa novità è stata presentata dai tre sindaci Andrea Ceffa, Ettore Gerosa (Mortara) e Antonio Costantino (Gambolò), presenti gli assessori Nicola Scardillo e Andrea Olivelli, il comandante della polizia locale di Vigevano Giuseppe Calcaterra, la sua collega gambolese Maria Teresa Gaino e Andrea Andreossi, per le guardie ecologiche volontarie di Mortara.
«La proposta è nata da Antonio Costantino – ha spiegato Ceffa – ed è partita per il fatto che attorno alla Morsella i tre comuni confinano tra loro e spesso troviamo abbandoni. Abbiamo deciso di unire le forze per cercare di disincentivare gli abbandoni e contrastare un fenomeno che disturba tutti».
La situazione è molto complessa. «Quando ci siamo insediati – dice Gerosa, primo cittadino di Mortara – abbiamo censito 63 discariche abusive, spesso localizzate proprio alle frazioni orientali. Ora la situazione è migliorata, anche grazie all'apertura della nuova piazzola ecologica nello scorso aprile e l'azione delle guardie ecologiche volontarie».
Costantino snocciola i costi per la collettività degli abbandoni: «Eliminare un centinaio di discariche abusive – spiega il primo cittadino di Gambolò – costa quasi 400mila euro alla collettività. Ho pensato che noi possiamo mettere a disposizione le nostre nuove fototrappole acquistate con fondi regionali, Mortara l'esperienza positiva dei propri volontari e Vigevano il fatto di avere più agenti in servizio».
Le lamentele che arrivano ai sindaci fioccano, anche perché spesso devono essere i padroni dei terreni a ripulire. «Per definire nel dettaglio cosa farà questo tavolo di lavoro – ha spiegato Scardillo – assessori e dirigenti si riuniranno a breve». Andrea Olivelli si gode invece i successi dell'esperienza delle guardie ecologiche volontarie: «Delle 63 discariche censite a inizio mandato ne rimangono cinque – ha detto –. Con cartelli e delimitazioni la gente ha paura di essere sorpresa e cambia posti. In ogni caso buona parte degli abbandoni arriva da oltre Ticino oppure sono generati da svuotacantine abusivi». —
Oliviero Dellerba
Oliviero Dellerba