Peste suina, stanziati 19 milioni per affrontare l'emergenza
ZINASCO
Oltre 19 milioni di euro per sostenere la filiera suinicola colpita dalla peste suina africana. Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ieri ha firmato il decreto che disciplina i criteri per la concessione di aiuti economici attraverso un fondo ad hoc. Il 60% delle risorse è destinato alle piccole e medie imprese della produzione agricola, il 40% a quelle del comparto della macellazione e trasformazione. «L'obiettivo – spiega - è quello di aiutare gli imprenditori che hanno subìto maggiori danni e che sono impegnati nell'eradicazione dei cinghiali».
Intanto ieri in consiglio regionale il Pd ha presentato una mozione urgente per «impegnare la giunta ad attivarsi subito per arginare il grave rischio che sta correndo un'intera filiera», spiega la consigliera regionale dem Roberta Vallacchi, componente della commissione Ambiente, che parla di «estremo ritardo di Regione Lombardia" nell'attuazione delle misure previste per debellare il virus che finora, in provincia di Pavia, ha portato alla soppressione di 36.865 suini».
Ma l'assessore regionale all'agricoltura Alessandro Beduschi rassicura, avvertendo che «si sta già intervenendo in modo concreto». E precisa: «Finora in provincia di Pavia è stato accertato un focolaio primario, mentre gli altri sono secondari. L'allerta resta alta e la battaglia sta proseguendo, con il depopolamento del cinghiale e l'incremento della biosicurezza».
«Siamo ancora troppo indietro – sostiene la consigliera dem -. È scattato il piano nazionale e non ce ne siamo ancora accorti. Ci chiediamo cosa sia stato fatto dopo la mozione approvata all'unanimità a luglio e dove siano i nove Gruppi operativi territoriali (Got), costituiti da almeno 20 operatori qualificati che devono coordinare i servizi veterinari e definire le misure di contenimento più efficaci contro il virus».
Il Pd chiede quindi l'impegno a istituire subito i Got; stilare un protocollo per la gestione dei reflui zootecnici e dei liquami e a fornire indicazioni per la gestione in sicurezza degli allevamenti; individuare un sito di macellazione unico a livello regionale; interloquire con il Governo per la gestione delle carni macellate in provincia di Pavia; prevedere un indennizzo; monitorare la disinfestazione dei capannoni utilizzati per l'abbattimento dei capi; incrementare la biosicurezza degli allevamenti; estendere il bando per le recinzioni a tutti gli allevamenti; accreditare altri istituti zooprofilattici in Lombardia all'analisi delle milze oltre ai laboratori di Brescia; aggiornare, coinvolgendo l'Istituto Zooprofilattico, un documento di valutazione dei rischi per la diffusione del virus e trasmetterlo ad associazioni di categoria e operatori.
«Ai 2,2 milioni stanziati recentemente – spiega Beduschi - abbiamo aggiunto 750mila euro per le polizie provinciali e a breve verranno destinati circa 4,5 milioni al nuovo bando per la biosicurezza che riguarderà tutta la Lombardia. Servirà, ad esempio, per la posa di recinzioni o per l'acquisto di strumenti automatici per la disinfezione dei mezzi. Il servizio vete rinario sta lavorando con il massimo impegno, e i Got, di fatto, stanno già operando. Una riunione con il commissario Caputo servirà a definire i nuovi compiti».
Poi l'assessore torna a sollecitare l'intervento dell'esercito: «La partecipazione è su base volontaria e penso che nell'arco di pochi mesi si possa contare su questo ulteriore supporto, dopo i carabinieri forestali. Gli abbattimenti sono già partiti ma ci vogliono più uomini, anche per la ricognizione delle carcasse, visto che l'infezione resiste anche un anno».
C'è poi la questione bioregolatori. «Si stanno studiando modalità di collaborazione con i cacciatori che devono essere formati e coordinati – precisa Beduschi -. È più di un anno che esiste il problema cinghiali e non va dimenticato che sono gli ungulati il primo vettore del contagio e quindi forse qualche responsabilità è da attribuire a chi ha tollerato che questa popolazione raggiungesse quota 2,5 milioni nei contesti urbani e antropizzati. L'uomo deve rispettare le regole di biosicurezza. A Pavia un errore ripetuto e seriale ha creato focolai secondari». —
Stefania Prato
Stefania Prato