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Il Consiglio Affari Esteri dell'Unione Europea per la prima volta nella storia si tiene in trasferta, per l'occasione a Kiev, e questo in sé viene descritto come «un fatto storico». La presenza è il messaggio. Di sostegno, qualunque cosa accada. «Siamo qui per mostrare che l'Ucraina fa parte della famiglia europea e che la sosterremo nel suo cammino verso l'Ue», nota ad esempio la francese Catherine Colonna. Anche Roma è pronta a fare la sua parte. Antonio Tajani, a quattr'occhi con il presidente Volodymyr Zelensky, ha assicurato che la difesa dell'Ucraina sarà la priorità del G7 italiano e che si sta lavorando «all'ottavo pacchetto di armi» da inviare a Kiev. «Vediamo quello che possiamo dare - ha spiegato il titolare della Farnesina - gli ucraini sono sempre interessati alla difesa aerea. Nella lista non ci sono solo armi letali, servono anche i cappotti ad esempio o i visori notturni. Per noi la linea guida è sempre nulla che vada oltre la frontiera». Ma lo stop agli aiuti deciso dagli Usa - per quanto probabilmente temporaneo - ha gettato innegabilmente un'ombra oscura sui lavori del Consiglio. Così come la vittoria di Robert Fico in Slovacchia. --