La manovra si aggrappa alla caccia alle risorse. I 15,7 miliardi del tesoretto in deficit sono già praticamente blindati per il taglio del cuneo, un primo assaggio della nuova Irpef e il pacchetto di misure per le famiglie, e quello che si riuscirà a fare in più dipende da quanto si riuscirà ad allargare la coperta. Ma se, come si profila, l'obiettivo è una legge di bilancio asciutta da 22-25 miliardi, il margine d'azione appare fin d'ora limitato. Anche perché le priorità il governo le ha già indicate. «La prosecuzione dei rinnovi contrattuali» dalla P.a con «particolare riferimento al settore della sanità, il potenziamento degli investimenti pubblici», con priorità a quelli del Pnrr, «nonché il finanziamento delle politiche invariate», si indica nella Relazione al Parlamento sull'indebitamento. E proprio la pubblica amministrazione, insieme alle pensioni, saranno al centro del decreto da 3,2 miliardi con cui il governo anticipa alcune misure previste in manovra. Il provvedimento è atteso in consiglio dei ministri dopo il 12 ottobre, cioè una volta che le Camere avranno approvato con maggioranza assoluta la Nadef e autorizzato il ricorso all'indebitamento. Mentre è ormai certa la proroga del mercato tutelato dell'energia, che scade a gennaio per il gas e ad aprile per l'elettricità: «prevedremo una proroga di qualche mese», annuncia la viceministra all'Ambiente Vannia Gava senza entrare in dettaglio.

Sul fronte delle pensioni si attende il riconoscimento dello 0,8% di conguaglio per allineare gli assegni 2023 all'inflazione effettiva. Non si esclude poi l'ipotesi di una revisione – forse un'ulteriore stretta – del meccanismo di adeguamento (in misura piena solo per quelle più basse) introdotto con la scorsa manovra, che è in vigore per due anni. Proprio le pensioni, da quanto emerge dalla Nadef, rappresentano una fetta notevole della spesa pubblica, con un impatto sul Pil destinato a crescere nei prossimi anni. Nel medio periodo al 2036, presupponendo una crescita media annua del Pil di circa l'1% la spesa pensionistica è stimata in aumento di 1,9 punti (al 17,3%) rispetto al 2024. Il decreto interverrà anche sulla Pubblica amministrazione, che attende risorse per completare i rinnovi contrattuali relativi al 2019-2021 (mancano solo i dirigenti degli enti locali) e per avviare la nuova tornata contrattuale 2022-2024, oltre alla proroga dell'una tantum da 1 miliardo concessa lo scorso anno. Pe rde invece quota la possibilità che la detassazione delle tredicesime possa scattare già quest'anno: l'ipotesi, secondo quanto si apprende, non sarebbe ancora stata accantonata del tutto, ma è una misura molto costosa e al momento appare in bilico. La manovra prende intanto forma in un quadro di finanza pubblica gravato dal peso crescente della spesa per interessi sul debito, destinata a crescere progressivamente nei prossimi anni, evidenzia la Nadef, fino a sfondare quota 100 miliardi nel 202 6 . —