Botte alla bimba, oltre 9 anni di carcere
Maria Fiore /CASARILE
Nove anni e 8 mesi di carcere per tentato infanticidio. È la condanna decisa ieri per Mario Franchini, 29 anni, già in cella da un anno con l'accusa di avere preso a pugni e schiaffi la figlia della compagna, una bambina all'epoca di appena 9 mesi, con cui viveva a Casarile. Il processo, come chiesto dai suoi avvocati, Solange Marchignoli e Luca D'Auria, si è celebrato con rito abbreviato, davanti al giudice Pasquale Villani, che ha anche disposto una provvisionale di 100mila euro per la bambina e 30mila euro per sua madre, parti civili insieme alla nonna (per la quale è stato disposto il risarcimento ma da quantificare in sede civile) con l'avvocata Debora Simona Giannetti di Milano. Il pubblico ministero Valentina Terrile aveva chiesto una condanna a 8 anni. In udienza Franchini ha rilasciato una breve dichiarazione: «Mi dispiace per quello che ho fatto, ero innamorato della bambina».
il tentato omicidio
Gli avvocati difensori avevano chiesto di "alleggerire" l'ipotesi di reato da tentato omicidio in lesioni. «Valuteremo se fare appello dopo le motivazioni della sentenza – si limita a dire l'avvocato D'Auria –. Il nostro assistito ha rilasciato una dichiarazione in cui ha spiegato che non aveva intenzione di uccidere». Ma per la procura la ricostruzione dei fatti non lascia dubbi: qualunque fosse l'intenzione dell'imputato la bambina aveva lesioni tali da rischiare la vita. Mentre l'elicottero la trasportava d'urgenza all'ospedale di Bergamo era quasi andata in arresto cardiaco e solo l'intervento dei medici l'aveva strappata alla morte.
la vicenda
Il giovane nel pomeriggio del primo ottobre 2022, mentre si trovava da solo in casa con la piccina, che piangeva, e dopo averla posata sul fasciatoio per cambiarla, ha cominciato a picchiarla con violenza «senza riuscire nel suo intento omicida», come si legge nel capo di accusa, per l'arrivo della nonna della piccola, allertata dalla madre della bambina, che era al lavoro. La donna, preoccupata perché non riusciva a contattare il compagno al telefono, ha chiesto a sua madre di andare a controllare: una volta in casa, la nonna ha trovato la nipotina con ecchimosi sul volto e sul torace e ha dato subito l'allarme.
il "miracolo"
La piccola era stata trasportata in ospedale in gravissime condizioni: aveva una frattura cranica, fratture costali, ecchimosi al torace e al collo. Solo dopo mesi era stata dimessa. «È sopravvissuta soltanto grazie all'intervento dei medici e dei familiari, che hanno capito subito la gravità della situazione, nonostante i tentativi di depistaggio dell'imputato», dice l'avvocata di parte civile Simona Debora Giannetti.
L'uomo infatti aveva parlato di una caduta dal seggiolone e solo durante l'interrogatorio, dopo il fermo, aveva detto di averla colpita «prima con una manata, poi l'ho strattonata più volte: piangeva, la stavo cambiando». —
Maria Fiore