Per il testamento manomesso due amici finiscono a processo

Sandro Barberis / cergnago

Quell'usufrutto sulla casa scritto a mano nel testamento olografo a favore di due amici, che l'avevano accudito negli ultimi anni di vita, non è proprio andato giù agli altri parenti di un uomo sulla cinquantina morto nel 2021 a Cergnago. Una vicenda che ora finisce in un'aula di tribunale a Pavia: secondo i parenti, le volontà del morto sarebbero state travisate, falsificando il testamento olografo. Ora i due amici finiti alla sbarra rischiano 8 mesi di condanna: si sono però professati innocenti, il loro legale ha chiesto l'assoluzione.

la ricostruzione

Per questa vicenda sono imputati proprio i due amici del defunto. Si tratta di Fabio Bartolomeo Grimaldi, 51enne originario di Gela (Caltanissetta) e di Mafalda Bosco, 54enne originaria di Modena. L'accusa è quella di falsificazione materiale di un testamento olografo. Insomma secondo l'accusa formulata dalla procura di Pavia, i due imputati avrebbero manomesso il testamento scritto di suo pugno dal cergnaghese per ottenere l'uso dell'abitazione che era di proprietà dell'uomo. Casa che poi sarebbe stata destinata loro in usufrutto gratuito. Ieri l'accusa ha chiesto 8 mesi di condanna per entrambi gli amici. L'uomo e la donna erano stati denunciati dopo la pubblicazione del testamento ritenuto falsificato dai parenti. Una ricostruzione sostenuta dall'accusa e che è passata anche al vaglio dell'udienza preliminare, facendo così aprire il processo dibattimentale che ora sta entrando nelle battute finali di fronte alla giudice monocratica Sofia Caruso.

la battaglia in aula

Una tesi che in aula stanno respingendo con fermezza i due imputati.

Durante il dibattimento in corso in tribunale a Pavia i due hanno spiegato di non aver avuto particolari vantaggi da quel lascito testamentario contestato.

Anche perché, secondo la loro ricostruzione, si tratta di un'immobile in cattive condizioni quindi senza un particolare valore economico.

Il processo a carico dei due imputati è ormai vicino al traguardo: la sentenza è prevista per novembre. Il legale dei due imputati, l'avvocato Roberto Grittini di Abbiategrasso, punta sull'assoluzione come emerso anche in aula di fronte alla giudice monocratica.

«Si tratta di un immobile di valore modesto, non hanno approfittato del loro amico venuto a mancare, anzi gli erano stati vicini nei momenti più difficili», ha spiegato durante il processo l'avvocato dei due imputati. La giudice ieri, al termine delle arringhe, si è riservata la decisione sulla sentenza. È prevista una nuova udienza a novembre in cui verrà pronunciato il verdetto su questa vicenda.

Sandro Barberis