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Il momento più emozionante per la vita di ogni appassionato di golf si ripete ogni due anni, e ora è nuovamente molto, molto vicino. L'edizione 2023 della Ryder Cup, in programma dal 29 settembre al primo ottobre prossimi, ha preso il via ieri al Marco Simone Golf & Country Club di Guidonia Montecelio, con l'inizio degli allenamenti dei campioni statunitensi ed europei e la conferenza di Zach Johnson e Luke Donald, capitani rispettivamente del Team Usa e del Team Europe. «Questo posto, il Marco Simone, non mi delude mai. Ciò che mi eccita di più però la gente italiana», esordisce Johnson. «I miei giocatori sono stanchi per il viaggio ma per venerdì saranno pronti - assicura - Il green è fantastico, l'erba gode di ottima salute». L'ultima Ryder vinta in Europa dagli Usa risale al 1993: si giocava in Inghilterra, al The Belfry. Da quel momento in poi, gli appuntamenti nel Vecchio Continente hanno sempre visto gli Stati Uniti sconfitti. «È difficile vincere lontano dalla propria comfort zone, l'Europa ha sempre goduto di squadre formidabili e profonde». Il «padrone di casa» continentale sarà l'inglese (di padre scozzese) Luke Donald. «Sono molto eccitato, è trascorso più di un anno da quando sono venuto qui a vedere il campo, sarà qualcosa di spettacolare. Tutti quelli coinvolti nell'organizzazione hanno fatto un lavoro eccezionale, non ho mai visto tribune così grosse, e anche il settore hospitality è impressionante», esordisce Luke, classe 1977, che vanta 5 vittorie nel PGA Tour e 7 nell'European Tour, ma ora ha davanti a sé la sfida più difficile. «Come capitano devi essere sicuro di te, concordo con Zach sul fatto che sia più un ruolo più complicato rispetto a quello di semplice giocatore - spiega - Devi gestire un team». --