Bollicine in vetrina alla Tenuta Pegazzera «Un disciplinare forte per attirare le aziende»
Oliviero Maggi / casteggio
«Le bollicine stanno trainando il nostro territorio. Ora serve un disciplinare forte per far rientrare nel Consorzio anche le aziende di eccellenza che ora non fanno la Docg».
Parola dei produttori di Pinot nero che ieri sono stati protagonisti della terza edizione di "Oltrepo -Terra di Pinot nero", organizzato dal Consorzio tutela vini e dedicato allo spumante e alla varietà in rosso, che si è svolto ieri, per tutto il giorno, alla Tenuta Pegazzera di Casteggio. Durante l'evento, aperto alla stampa e ai giornalisti di settore, è stato allestito un banco d'assaggio sotto i portici del cortile centrale con i vini delle aziende in degustazione, mentre, all'interno della tenuta, si sono svolte due degustazioni guidate da Filippo Bartolotta e Jacopo Cossater.
il dibattito
Tra i banchi d'assaggio, si è parlato molto del futuro delle bollicine sul territorio, alla luce anche del nuovo disciplinare, licenziato dal Consorzio, e ora in attesa del via definitivo di ministero e Ue, più rigido e severo, che introduce, ad esempio, l'obbligo della raccolta in cassetta.
«Lo spumante sta andando molto bene e abbiamo grandi riscontri - assicura Alessandro Torti, titolare dell'azienda agricola Pietro Torti di Montecalvo Versiggia -. Se prima riuscivamo a fare prodotti con molti mesi sui lieviti, ora abbiamo dovuto ridurre il periodo di affinamento, proprio per la grande richiesta».
Per questo, ora gli occhi sono puntati sul nuovo disciplinare: «È un passaggio fondamentale per riuscire a far rientrare anche quelle aziende di eccellenza, che però al momento non fanno la Docg» ha sottolineato Paolo Verdi, dell'azienda Bruno Verdi di Canneto Pavese. E, tra gli addetti ai lavori, la speranza è che aderiscano alla denominazione anche i big del vino, come Masi e Berlucchi, che hanno di recente investito sul territorio.
Infine, durante la prima degustazione, è stata sottolineata l'importanza di rilanciare una denominazione come il Cruasè, lo spumante Metodo Classico rosè, esclusiva di questo territorio, che dovrebbe avere un suo spazio dedicato sempre all'interno del nuovo discplinare della Docg (che diventerà Oltrepò Docg Metodo Classico).
Erano 34 le aziende presenti ieri a Pegazzera: Alessio Brandolini, Berté & Cordini, Bosco Longhino, Bruno Verdi, Cà del Gè, Cà di Frara, Calatroni, Castello di Cigognola, Castello di Luzzano, Cavallotti, Conte Vistarino, Cordero San Giorgio, Finigeto, Fondazione Riccagioia–Ersaf, Frecciarossa, Giorgi, Giulio Fiamberti, La Genisia, La Piotta, La Travaglina, Lefiole, Manuelina, Marchese Adorno, Montelio, Oltrenero, Pietro Torti, Prime Alture, Quaquarini Francesco, Tenuta Mazzolino, La Versa, Terre Bentivoglio, Torre degli Alberi, Torti l'Eleganza del Vino, Travaglino. —
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Oliviero Maggi