La Resistenza pavese spiegata alle scuole

Roberto LodigianiChi era "Americano"? E don Pollarolo o la "Dina"? Dove si è combattuto nei venti mesi della lotta di Liberazione in provincia di Pavia, quali erano le brigate partigiane e in quali zone agivano? Finora, per trovare delle risposte a queste domande, bisognava affidarsi a internet, ai testi di Ugo Scagni e soprattutto all'Altra guerra, il monumentale lavoro del professor Giulio Guderzo, straordinario e ponderoso affresco storico. Operazione non semplicissima, se non - nel caso dei testi scritti - andando per biblioteche. Ora, a fornire uno strumento agevole e in qualche modo accessibile a tutti, arriva «La Resistenza in provincia di Pavia. Note di storia partigiana»), brochure di dodici pagine con mappe,immagini e schede illustrative, a cura della segreteria dell'Anpi che verrà presto distribuita alle sezioni del territorio e - nelle intenzioni dei promotori - presentata nelle scuole, alle quali è principalmente diretta. Un lavoro che arriva nell'80esimo dell'armistizio, ma che soprattutto ha l'intento e l'ambizione di spiegare in maniera chiara e il più semplice possibile agevole cos'è stata e cos'ha rappresentato la Resistenza nella nostra provincia, qui dove particolarmente acuta, spesso feroce, è stata la contrapposizione tra le due parti. Ovviamente, non si tratta di un'opera omnia, tanti nomi e fatti vengono volutamente tralasciati non essendo possibile condensarli in poche pagine (per una visione completa si rimanda a Guderzo), ma l'obiettivo è quello di offrire un quadro esauriente.I comandanti e le donneLa brochure si sofferma su sei nomi: Italo Pietra (nome di battaglia Edoardo), Domenico Mezzadra "Americano", Luchino Dal Verme "Maino", Carlo Barbieri "Ciro", Cesare Pozzi "Fusco", Angelo Ansaldi "Primula rossa", Giovanni Antoninetti "Capitan Giovanni". Sei nomi scelti tra i più significativi, a cominciare da Pietra che poche settimane prima della Liberazione assunse il comando di tutte le formazioni partigiane dell'Oltrepo Pavese, cuore e roccaforte della guerra ai nazifascisti. Sei nomi nei quali sono rappresentate le tre anime dell'armata partigiana: la garibaldina, la giellista e la matteottina. Poi l'importante componente femminile, donne come Dina Croce, Eva Colombo ("Susi"), Luigina Albergati, Pina Modena ("Mamma Togni").Le battaglie e gli eccidiGli episodi segnalati rappresentano altrettanti momenti-chiave della lotta di Liberazione. La battaglia dell'Aronchio (24-25 luglio 1944), la presa di Varzi e la nascita della zona libera (settembre 1944), la battaglia delle Ceneri o dell'Ortaiolo in alta Val Versa (14 febbraio 1945), Costa Pelata che segnò la definitiva riscossa partigiana verso i giorni di aprile (11-12 marzo 1945) . Poi lo scotto pagato alla furia inumana e cieca del nemico: gli eccidi di San Damiano, Verretto e Castelletto, Cascina Bella di Bressana. La brochure non trascura il ruolo dei sacerdo ti, come don Pollarolo, don Rino Cristiani, frate Tognazzi, che furono al fianco dei partigiani e delle popolazioni civili martizzate durante i rastrellamenti. --© RIPRODUZIONE RISERVATA