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Non c'è ancora l'elenco delle strutture che il genio militare dovrà trasformare nei nuovi Centri di permanenza per il rimpatrio. Sarà sul tavolo in due mesi e poi inizieranno i lavori. Ma c'è chi alza le barricate: il presidente della Toscana, Eugenio Giani, ha già annunciato che non darà l'ok «a nessun Cpr» nella Regione. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi è però deciso a proseguire: «Ce lo chiede l'Europa. Ce ne sarà almeno uno per regione». Le critiche Critiche anche dai sindacati di polizia. Per il Silp Cgil i Cpr, con l'allungamento della permanenza a 18 mesi, diventeranno delle «vere e proprie bombe sociali». Mentre il Garante dei detenuti, Marco Palma, avverte: «La durata del trattenimento non è connessa alla effettiva possibilità di rimpatrio. Anche in passato, quando erano previsti 18 mesi, il numero delle persone rimpatriate è rimasto sempre pari a circa il 50%». La norma approvata lunedì, ha sottolineato Piantedosi, «è all'interno di una cornice europea. Con la disponibilità del genio militare puntiamo alla rapida realizzazione delle strutture per rafforzare la capacità di espulsione: è una cosa che ci chiede l'Europa»». Il ministro ha poi ricordato che i Cpr «furono introdotti con la legge Turco-Napolitano, sotto un governo di sinistra». Il governatore dem Giani però non fa sconti: «Prima rispondi a come integrarli e accoglierli, poi parli anche di quei casi isolati nei quali poter prevedere la lunghissima procedura di rimpatrio». Il governatore dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini è duro. «Di Cpr - spiega - non sappiamo assolutamente nulla. Se qualcuno vuole costruirne ci dica dove lo vuole fare». Sulla stessa linea Luca Zaia (Veneto): «Noi non siamo stati contattati». Favorevole Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia): «Il Cpr, nella mia esperienza di Gradisca di Isonzo, funziona molto bene perché garantisce i rimpatri e la sicurezza dei cittadini». Le modalità Le proteste sono state messe in conto dal governo. Proprio per questo, ha fatto sapere la premier Giorgia Meloni, i Centri sorgeranno in luoghi «a bassissima densità abitativa e facilmente perimetrabili e sorvegliabili». Caserme e siti militari si prestano. Ma non saranno i soli siti considerati. Alla Difesa è in corso una ricognizione delle strutture con le caratteristiche adatte. Si muove anche l'Agenzia del Demanio. Ci vorrà un paio di mesi per la valutazione e poi il Genio militare potrà partire con i lavori. --