Un avversario da non prendere alla leggera. Alla vigilia della sfida mondiale di Nizza (oggi, ore 17,45) contro l'Uruguay, il ct dell'Italrugby Kieran Crowley avvisa i suoi, memore anche del fatto che l'ultima sfida tra gli azzurri e «Los Teros», due anni fa a Parma, fu combattuta fino alla fine, e il successo per 17-10 l'Italia dovette sudarselo fino in fondo. Oltretutto, gli uruguaiani sono reduci da una bella prestazione contro la Francia, a sua volta messa alla frusta.

«E la cosa non mi ha sorpreso per niente – il commento di Crowley –. Se guardiamo bene, in questo Mondiale fin qui ci sono state forse solo un paio di partite già chiuse alla fine del primo tempo. Tutte le altre sono state delle battaglie, perché le squadre di seconda fascia, come Uruguay, Portogallo e Cile, stanno dimostrando sul campo i passi in avanti fatti per chiudere il gap con le nazionali di primo piano. Hanno solo bisogno di affrontarle in maniera più continuativa». Ecco allora che Crowley ha deciso di mischiare le carte del XV iniziale, in cui Lorenzo Pani farà il proprio esordio iridato nel ruolo di ala, insieme ad Ange Capuozzo che torna estremo. Tornano a giocare in coppia dall'inizio anche i fratelli Garbisi, con Paolo che sarà schierato però come primo centro e Tommaso Allan che torna a ricoprire il suo ruolo originario, quello di apertura. In prima linea torna titolare Marco Riccioni. «È di ritorno da un infortunio ed è ora pronto dopo aver fatto un buon numero di minuti contro la Namibia – spiega il ct –. Quanto al mediano di mischia, Alessandro Garbisi ha sempre giocato bene nelle occasioni avute, ha ottimi fondamentali e contiamo su di lui. Spostando Tommy Allan a 10 e Paolo Garbisi a 12 abbiamo l'opportunità di schierare Ange Capuozzo nel suo ruolo più naturale, quello di estremo, in cui potrà sfruttare al meglio gli spazi». Tutto questo, secondo le intenzioni di Crowley, per cercare di mettere alle corde gli uruguaiani in difesa grazie alla maggiore imprevedibilità dell'attacco azzurro. «Abbiamo considerato tutte le opzioni riguardo alla formazione per l'Uruguay, una squadra che è una minaccia», è l'analisi di Crowley. —