Bocciata la richiesta della Lac il Tar non sospende la caccia

ZINASCO

Il Tar dà l'ok all'apertura della caccia che, stando al calendario venatorio, è iniziata domenica scorsa. La seconda sezione del Tribunale amministrativo regionale ha deciso che non ci sarà alcuna sospensione alla stagione della caccia in Lombardia. Sabato invece si è chiusa la caccia di selezione al cinghiale nei territori dove era consentita.

«Il Tar – spiega l'assessore regionale all'Agricoltura, Alessandro Beduschi – ha chiesto alla Lac (Lega abolizione caccia), che aveva presentato ricorso, di rinunciare alle sue richieste, che negli ultimi anni erano invece sempre state accolte determinando l'immediato stop alle attività venatorie. Il ricorso verrà poi discusso nel merito a dicembre. Voglio pensare che le memorie difensive depositate da Regione Lombardia abbiano sostenuto il nostro calendario, presentato dopo che gli uffici regionali hanno prodotto una documentazione scientificamente rigorosa e senza nessun preconcetto ideologico».

Si è chiusa invece la caccia al cinghiale, possibile nelle aree di protezione e sorveglianza. «La legge consente l'apertura 365 giorni all'anno, ma quest'anno, proprio per la peste suina, si è preferito interromperla in concomitanza con l'avvio della caccia alla selvaggina vagante – spiega Felice Novazzi, presidente dell'Atc 3 che comprende i territori da Monticelli fino a Casorate, fatta eccezione per quelli del Parco del Ticino –. C'erano 30 postazioni lungo l'argine del Po. Il cacciatore autorizzato poteva cacciare e portare l'animale nel macello designato. Quest'anno sono stati abbattuti circa 70 capi, nessuno dei quali infetto. Il numero degli ungulati è molto diminuito, e si sono ridotte anche le richieste di rimborso per danni alle colture».

Poi il presidente dell'Atc 3 ricorda la necessità di mettere in atto tutte le misure previste per evitare la diffusione della peste suina. «Raccomandiamo ai cacciatori di osservare le misure di biosicurezza. È indispensabile cambiare sempre le scarpe e disinfettare le calzature e le ruote dei mezzi per arginare la trasmissione della Psa». —

Stefania Prato

Stefania Prato