La biblioteca volta pagina arriva l'apertura continuata
Voghera
Tre giorni a orario continuato, dalle 8.45 alle 18. Può sembrare una notizia da poco, ma per la biblioteca di Voghera (via Gramsci 1) e soprattutto per gli studenti della città si tratta di una piccola, grande rivoluzione. Il nuovo orario, al momento approvato in via sperimentale fino al 10 novembre, entra in vigore oggi, e prevede nelle giornate di martedì, giovedì e venerdì l'abolizione della pausa pranzo per la sala consultazione. Vale a dire per quella che è, di fatto, l'unica aula studio presente su tutto il territorio comunale. Gli studenti, in particolare quelli universitari, non hanno altro luogo in città in cui studiare in tranquillità, e per due mesi, almeno tre giorni su sette, potranno farlo senza traslocare a metà giornata computer, libri e quaderni interrompendo un flusso di studio che, sotto esami o in zona tesi, può diventare pressante, con la necessità di concentrarsi no-stop per tante ore.
«Nel corso di questa fase sperimentale– spiega l'assessore con delega alla cultura Carlo Fugini – verrà monitorata la fruizione del servizio in termini di utenza, per capire quanti ragazzi utilizzano effettivamente questo spazio in pausa pranzo. La richiesta, infatti, arriva da loro: l'amministrazione comunale ha preso atto delle necessità rilevate dagli utenti che frequentano la sala lettura e ha messo in campo questa misura per andare loro incontro».
La decisione di modificare gli orari in via provvisoria, però, non è stata presa solo per valutare il riscontro dell'iniziativa, ma anche per capire se sarà sostenibile in termini di personale. Da anni, infatti, la biblioteca soffre un'emorragia di impiegati comunali, che sono andati in pensione e non sono mai stati sostituiti, fino a raggiungere nel 2023 il minimo storico di cinque. Un numero che può sembrare alto, ma che non lo è affatto se si considera che la biblioteca di Voghera si sviluppa su tre piani con altrettante sale con servizio al pubblico (prestito adulti, prestito ragazzi e sala consultazione) e che necessita di una persona fissa all'ingresso (non foss'altro che per una questione di sicurezza).
Alle attività di front office, inoltre, si aggiungono anche quelle non visibili, come l'archiviazione e la catalogazione. Per far funzionare il servizio consultazione in pausa pranzo, quindi, la biblioteca dovrà essere pronta in caso di permessi, ferie e malattie dei dipendenti ad attingere al personale degli altri uffici, primi fra tutti l'ufficio cultura e l'ufficio affari generali.
Ecco quindi il perché dei due mesi di prova, che appaiono alla luce delle disponibilità del personale come uno sforzo insostenibile a lungo termine. In teoria, il prossimo anno, la situazione dovrebbe migliorare: nel piano delle nuove assunzioni per il 2024 compaiono infatti un istruttore e un operatore esperto da dedicare alla biblioteca. Peccato che sia previsto un altro pensionamento, e che quindi, a conti fatti, sia solo una la risorsa aggiuntiva prevista per una biblioteca che oltre a servire la città è anche a capo del Sistema Bibliotecario dell'Oltrepo. Ah, cosa succede n egli altri giorni della settimana? Domenica e lunedì chiuso, mercoledì e sabato aperto dalle 8.45 alle 12.15. Forse, nel piano delle assunzioni, si potrebbe prevedere qualche risorsa in più e rendere l'orario continuato una regola, e non un'eccezione. —
Serena Simula
Serena Simula