Sant'Agostino nelle carte della Biblioteca Universitaria

Sant'Agostino a Pavia 723-2023 nelle carte della Biblioteca Universitaria . La mostra, che ha il patrocinio del comitato nazionale "Sant'Agostino a Pavia 1300 anni ", verrà inaugurata oggi alle 17 nel Salone Teresiano della Biblioteca (primo piano del palazzo centrale dell'Università). Introdurrà il direttore della Biblioteca Universitaria, Francesco Conte, poi gli interventi delle curatrici Antonella Campagna, Maria Cristina Regali e Luisa Erba. Sarà allestita fino al 23 ottobre.

Il percorso è diviso in due sezioni: nella prima i documenti e i libri esposti ripercorrono i tredici secoli della presenza dei resti di Agostino a Pavia; la seconda testimonia la presenza di Agostino in Biblioteca.

La "vita" pavese delle reliquie

A Pavia le reliquie di Sant'Agostino arrivano nel 723, dalla Sardegna, dopo un lungo viaggio. Sin dai contemporanei, Beda il Venerabile e Paolo Diacono, e poi attraverso i tredici secoli successivi, l'evento è narrato in documenti, incisioni e mappe: i racconti della traslazione a San Pietro in Ciel d'Oro, gli acquerelli che mostrano re Liutprando mentre dà indicazione sul luogo in cui scavare le fosse per nascondere l'urna d'argento, la piantina della sezione della cripta dove le reliquie furono recuperate nel 1695. Un ricco percorso ricostruito da Luisa Erba attraverso i documenti prodotti nel corso dei secoli.

il cuore fiammeggiante

La seconda sezione, a cura di Antonella Campagna e Maria Cristina Regali, testimonia invece la presenza di Agostino in Biblioteca, attraverso le opere che lui ha lasciato, quelle che parlano di lui, accanto a una ricca iconografia. Sei manoscritti e quattordici libri antichi, pubblicati in un periodo che va dal 1489 al 1729. Con l'eccezione di un piccolo tesoro: il codice più antico conservato in biblioteca, un Enchiridion (il formato del primo libro tascabile), manoscritto dell'XI secolo che si chiude con una ricetta per produrre inchiostro.

«Il materiale a cui abbiamo attinto – spiegano le curatrici – è vastissimo, non è stato semplice fare una scelta».

Le didascalie di ogni documento esposto sono corredate da un glossario, piccole schede, curate da Maria Cristina Regali, che permettono di comprendere appieno la mostra, anche a chi si avvicina al linguaggio dei libri per la prima volta. Uno strumento per muoversi agevolmente tra i significati di calcografie, note di possesso, mitra, filigrana, globi cigliati. Una chiave che consente quindi di apprezzare al meglio le splendide pagine miniate, come quella di Antonio da Budrio, o i "libri da bisaccia", usati dai benedettini per pregare e studiare durante i viaggi. Fino alle svariate riproduzioni iconografiche del cuore fiammeggiante , trafitto da una freccia, simbolo dell'esperienza interiore di Agostino. —

m.g.p.

M.G.P.