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PaviaAnthropos, si ragionasui limiti dell'umanoAnthropos, il prossimo futuro museo di storia della medicina che il rettoreprof. Svelto ha voluto promuovere con un appello di collaborazione a tutta la cittadinanza, contribuisce ad aprire una finestra nelle ampie stanze del sapere medico da sempre frequentate da illustri e acuti uomini di scienza, così come da ignoti e non meno importanti uomini di cura. Recentemente ho visitato la valle di Bellino in Piemonte e nella borgata Celle, splendidamente recuperata alla pietra e al legno che nei secoli l'hanno fatta, ho letto questa iscrizione "in memoria di Richard Teofilo, seguono date e patronimici, quale dilettante in medicina e chirurgia onesto e zelante confortatore dei sofferenti gli amici ed i beneficati pongono. Gennaio 23".La medicina è anche fatta di storie così, non solo Golgi e molti altri che, sarebbe lungo citare, hanno portato la medicina pavese agli allori del Nobel, ma è una disciplina praticata, interpretata, vissuta da migliaia di uomini come Teofilo Richard, onesti e zelanti confortatori che si trovano numerosi fuori dalle accademie, vivono di e per gli ambienti in cui hanno preso forma i loro interessi e passioni.Dunque bene fa il rettore ad appellarsi alla comunità pavese per sollecitare collaborazioni e contributi volti ad arricchire e rendere viva la storia della medicina non solo attraverso lo sguardo del clinico e del chirurgo illustre, ma per esplorare gli angoli meno illuminati di una disciplina che tutt'ora non ha completato, se mai accadrà, il suo percorso da stregoneria e magia ad istituzione che sa e può decidere della vita delle persone.Ne parlo con l'esperienza maturata per anni nel campo delle dipendenze, disciplina tutt'ora ai margini del sapere medico, contesa da altri saperi e contaminata da interessi che hanno costretto a faticare chi era impegnato in quel campo, per giustificare le scelte terapeutiche e per divulgare le teorie adeguate alla comprensione di comportamenti altrimenti screditati. Questo quotidiano negli anni 70' pubblicò un articolo dal titolo «La marcia dei drogati» per raccontare una manifestazione di giovani tossicodipendenti che in piazza chiedevano l'istituzione di un servizio per la somministrazione del metadone. Nessuno avrebbe titolato una protesta dei malati di cancro con «La marcia dei cancerosi»; la medicina deve fare i conti anche con il fatto che è un area della scienza così potente perché intercetta la vita, buona e cattiva, delle persone e la può rendere accettabile o quasi perfetta talora, ma al contempo suscita attese che poi fatica a soddisfare.Dunque rapporto complesso tra medicina ed esseri umani, rapporto che l'invito del rettore induce a pensare che sia possibile, ed estremamente utile a mio parere, rendere visibile nell'Anthropos con la chiarezza ed il rigore della scienza che non si fa solo vanto dei successi ma ragiona e fa ragionare sui limiti dell'umano.Maurizio Fea. psichiatra, PaviaPavia /2Finalmentelavori fattiEgregio direttore,il 5 luglio 2023 venina inviata al sindaco di Pavia, alla giunta e ai capigruppo del Consiglio comunale una petizione firmata da 150 cittadini residenti in via Boccaccio e in via Ariosto. I firmatari chiedevano che venissero asfaltate le loro due vie, opera più volte promessa ma mai attuata. Infatti circa trent'anni fa era stata fatta un'analoga petizione ma i risultati, in tutti questi anni, erano stati assai deludenti. Le varie amministrazioni che si sono avvicendate negli anni erano intervenute, richiamate dai cittadini, al massimo per tamponare le buche più grandi. Ma nel complesso le vie Boccaccio e Ariosto subivano un degrado continuo.Ora ci corre l'obbligo di ringraziare questa Amministrazione in quanto ai primi di settembre è stata effettuata l'asfaltature delle suddette vie. Nella petizione si chiedeva di mettere mano anche al campetto di via Boccaccio, le cui piante necessitano di una certa manutenzione (mai eseguita in 50 anni), oltre al rinnovo della siepe, il ripristino dell'irrigazione e un sistema di video sorveglianza per eliminare atti di vandalismo sempre più presenti. Viste le premesse, rimaniamo fiduciosi che anche quest'ultima opera giunga a buon fine.I firmatari delle vieBoccaccio e Ariosto. Pavia