Mentre la Procura di Verbania ritiene sia necessario un processo per stabilire chi siano i responsabili della catena di omissioni, a cui si aggiungono negligenza e imperizia, che si ritiene siano alla base dell'incidente della funivia del Mottarone, Leitner, il gruppo altoatesino che con i suoi vertici figura tra gli imputati, sta procedendo a risarcire le famiglie delle vittime: alcuni degli accordi sono stati già chiusi, altri sono in via di chiusura. Con l'istanza di rinvio a giudizio depositata oggi dal pm Laura Carrera e dal procuratore Olimpia Bossi, la tragedia che il 23 maggio 2021, con 14 morti, ha listato a lutto l'Italia, entra in una nuova fase processuale. Luigi Nerini, titolare della Ferrovie del Mottarone, Enrico Perocchio e Gabriele Tadini, allora rispettivamente direttore d'esercizio e capo servizio dell'impianto, Anton Seeber, presidente del cda di Leitner, il gruppo incaricato della manutenzione, Martin Leitner, consigliere delegato e Peter Rabanser, responsabile del customer service, e le due stesse società, da indagati diventano imputati. Per loro, tra qualche settimana, si ipotizza tra la fine ottobre e la prima metà di novembre, si aprirà l'udienza preliminare. Accusa e difesa caleranno le loro carte davanti a un gup, al quale spetterà decidere: non è da escludere che qualcuno sceglierà un rito alternativo. Le ipotesi di reato a vario titolo sono attentato alla sicurezza dei trasporti, rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, disastro colposo, omicidio plurimo colposo, lesioni colpose gravissime e solo per Tadini (l'unico ad essere finito ai domiciliari) e Perocchio anche il falso.
Il collegio di legali dei dirigenti di Leitner e della stessa società, hanno ribadito la «totale estraneità» dell'azienda e dei suoi vertici . —