Torrevilla si arrabbia: «Non siamo in vendita pronti alle querele»

Oliviero Maggi / torrazza coste

«Torrevilla non è in vendita». Il chiarimento arriva direttamente dalla voce del presidente della storica cantina sociale oltrepadana, Massimo Barbieri, che vuole mettere a tacere alcuni rumors che stanno circolando da alcune settimane riguardanti una possibile acquisizione della cooperativa. In un periodo di grande fermento per il mondo del vino dell'Oltrepo, con alcune importanti operazioni che si sono concluse e altre che potrebbero andare in porto a breve e una cantina sociale, quella di Canneto Pavese, all'asta con alcune realtà interessate, oggetto delle indiscrezioni era stata anche la cantina sociale di Torrazza Coste e Codevilla, che conta circa 200 soci, ora ovviamente non hanno mancato di esternare con il Cda preoccupazione per il futuro dell'azienda.

«Semplicemente queste voci non ci riguardano, Torrevilla non verrà coinvolta in nessuna acquisizione – chiarisce il presidente Barbieri -. L'azienda sta lavorando in un'altra direzione che non prevede una cessione, bensì si sta concentrando verso un miglioramento della filiera produttiva, dando la precedenza all'aumento del prezzo delle uve e allo sviluppo lungimirante delle relazioni con i conferitori».

La realtà rimane aperta, come ribadisce Barbieri, «a progetti futuri che abbiano a cuore la valorizzazione dell'area vitivinicola dell'Oltrepo Pavese con una visione integrata e comunitaria», ma non esclude di ricorrere alle vie legali se queste voci non si placheranno: «Non accettiamo le illazioni messe in campo e, nel caso queste voci continueranno a rimanere in circolo, valuteremo una presa di posizione a tutela dell'immagine dell'azienda e della tranquillità dei nostri conferitori» conferma il numero uno di Torrevilla. Tra l'altro, la cantina sta vivendo un periodo particolarmente positivo, con l'ingresso nella fase finale della vendemmia con la prospettiva di un'annata di alta qualità: «Nonostante la siccità di inizio anno la quantità di uva raccolta non ha subito cali, anzi – continua Barbieri -. La buona gestione aziendale ha portato ad un aumento dei conferitori in questa vendemmia e, di conseguenza, delle uve. Segnaliamo, ad oggi, un +25% per le uve vinificate, un aumento proveniente sia dai soci storici che dai nuovi associati. Positivo anche il responso della raccolta anticipata delle basi spumante dove la collaborazione con le cooperative di raccolta si è rivelata ottima, sia in volumi che in qualità». A questo si unisce un bilancio 2022 chiuso positivamente nonostante l'aumento dei costi di produzione e la minor quantità di uva raccolta l'anno scorso».

Oliviero Maggi