"Terme & benessere" La sfida rinnovamento per rilanciare l'Oltrepo
Stefano Romano / rivanazzanoLe cure termali sono la tradizione che in passato ha costruito una bella fetta della ricchezza d'Oltrepo, il comparto del benessere (il wellnes come lo chiamano gli esperti di marketing) è quello che ora sta costruendo la ricchezza di territori che nemmeno si sognano la ricchezza di acque termali (quelle vere) che l'Oltrepo può vantare. Coniugare (e armonizzare) le cure termali con la nuova frontiera del wellness è la ricetta proposta al convegno organizzato da Assolombarda e Federterme nell'ambito delle iniziative per "Pavia capitale della cultura d'impreza 2023" ieri mattina nel teatro di Rivanazzano Terme.Comparto in crescitaLa provincia di Pavia vanta una storia secolare (letteralmente) di termalismo: a Salice lo stabilimento è chiuso dal 2017 dopo il fallimento, ma per la riapertura procedono spedite le operazioni di Terme Italia, il gruppo che gestisce le terme di Saturnia e che ha acquistato il complesso; a Rivanazzano e Miradolo, invece, le terme sono pienamente operative e, dopo la batosta causata dai lockdown per il covid stanno tornando ai fatturati pre-crisi. In questo contesto la domanda è: davvero conviene investire sul settore del termalismo, rinnovandolo e aggiornandolo al mercato che richiede sempre più attenzione al benessere, investendo decine di milioni di euro? Per rispondere alla domanda al convegno di Rivanazzano è intervenuto Nicola Quirino, docente di finanza pubblica all'università Luiss di Roma ed esperto di termalismo, che ha fugato ogni dubbio.«Il fatturato del settore termale italiano è secondo in Europa solo a quello della Germania, Paese più grande e più ricco dell'Italia - ha spiegato -. E studi statunitensi dimostrano che nei prossimi anni in tutto il mondo crescerà la domanda di servizi legati al benessere: cresceranno di più nei Paesi emergenti dove non esistono strutture, ma cresceranno anche nei mercati già forti come quello italiano. Per questo il termalismo, soprattutto in contesti come quello lombardo e oltrepadano dove la qualità delle acque è alta, è un investimento vincente».Le ricadute sul territorioInvestire sulla crescita e il rinnovamento del termalismo per adeguarlo alle richieste di un mercato che cambia farà bene al settore, ma farà bene soprattutto all'economia del territorio.Lo sottolinea Giorgio Matto, presidente delle terme di Rivanazzano e vicepresidente nazionale di Federterme: «Uno studio dell'Università Bocconi, non recente ma ancora attualissimo, ha dimostrato che per ogni euro speso alle terme la ricaduta sul territorio è di 11 euro. Parliamo di settore alberghiero, ristorazione e food in generale, ma di tutto il commercio e i servizi - ha spiegato -. E per avere la prova di quanto il comparto termale pesi nell'economia di un territorio basta calcolare quanto ha sofferto l'Oltrepo con la chiusura delle terme di Salice».I vantaggi made in PaviaPuntare sul benessere e sui servizi wellness più richiesti soprattutto dai giovani, ma senza rinunciare alla tradizionale vocazione curativa e preventiva delle terme: su questo mette l'accento Giuseppe Fedeli, direttore delle Terme di Miradolo: «Il marketing vende più spesso pacchetti benessere in realtà che di termale non hanno nulla. - ha detto -. Non basta immergersi in una vasca d'acqua calda e farsi un massaggio per dire di essere stati alle terme. Le acque termali hanno proprietà curative e preventive riconosciuto. E meno costose per la collettività delle cure farmacologiche. Questa è la ricchezza del termalismo della provincia di Pavia. Siamo l'unico territorio d'Europa che può vantare la presenza sia di acque salso-bromo-iodiche che di acque sulfuree. Questo possiamo proporre a chi accogliamo: trattamenti, benessere e Spa, d'accordo, ma nell'ambito di vere terme con qualità curative riconosciute». --